TRENTO. Due miliardi di euro: è questo l'indotto generato dall'edizione 2023 del Giro d'Italia. Il dato emerge dal rapporto "Giro d'Italia: la tradizione di eccellenza che valorizza il territorio" realizzato dall'Osservatorio sullo Sport System Italiano di Banca Ifis e presentato oggi (13 ottobre) al Festival dello sport di Trento.

L'analisi evidenzia come dei 2 miliardi di euro di ricavi generati 620 milioni di euro siano dovuti all'impatto immediato, prodotto dalla spesa degli spettatori lungo le tappe della kermesse e dalla macchina organizzativa dell'evento. Gli altri 1,4 miliardi di euro, invece, sono generati da benefici economici "differiti", ossia dalla spesa di chi, dopo aver assistito - dal vivo o attraverso i media - all'evento, torna (entro 12/18 mesi) nei territori del Giro per vivere altre tipologie di esperienze turistiche.

Nel 2023 gli spettatori sono stati oltre 2,1 milioni dal vivo (7,3% dei quali stranieri) che hanno seguito in media 2,4 tappe a testa. Sono inoltre 1,8 milioni gli spettatori, italiani e stranieri, che dopo aver seguito la manifestazione sui media intendono visitare i luoghi del Giro e 618 mila quelli che, pur avendo assistito alla kermesse dal vivo, non si sentono "paghi" e programmano un pronto ritorno tra le meraviglie paesaggistiche toccate dalla manifestazione.

Altra curiosità: il 77% dei team che hanno preso parte all'ultima edizione dell'evento hanno scelto biciclette o componentistica Made in Italy. Lo studio evidenzia che il fatturato delle imprese produttrici e fornitrici delle squadre che hanno partecipato al Giro 2023 è cresciuto del 71% nel 2022. Nello stesso periodo l'utile ha registrato un incremento del 52%. Lombardia e Veneto si contendono il primato nella produzione di mezzi e componenti adottati dagli agonisti nella kermesse 2023.