COSENZA. Dopo il giorno di riposo tutto può accadere. E la salita di Cozzo Tunno ha fatto saltare il banco: la quarta tappa del Giro d'Italia 2026, la Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri, la prima in Italia dopo la grande partenza in Bulgaria, è stata vinta da Jhonatan Narvaez in uno sprint privo di velocisti a causa del forcing della Movistar sull'unica ascesa di giornata.

Ma a sorridere è anche Giulio Ciccone che, grazie agli abbuoni conquistati al traguardo e al chilometro Red Bull, diventa la nuova maglia rosa dell'edizione 109: l'uomo di classifica rimane Derek Gee, ma in casa Lidl-Trek c'è un'altra mina vagante che potrebbe dar fastidio a Jonas Vingegaard, il grande favorito per il successo finale. La tappa odierna è stata segnata dal forte vento, la fuga ha preso il largo dopo pochi chilometri, con Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), Warren Barguil (Picnic PostNL), Mattia Bais (Polti VisitMalta), Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets) e Johan Jacobs (Groupama- Fdj United) che hanno conquistato un vantaggio di circa 2'30". All'inizio della salita la Movistar ha iniziato a forzare il ritmo, i sei fuggitivi sono stati immediatamente ripresi, con le ruote veloci che si sono staccate lungo i 15 chilometri.

L'ex maglia rosa Silva è definitivamente naufragato incassando oltre nove minuti, dopo la discesa sono rimasti circa 40 corridori, con gli uomini di classifica che hanno tentato la volata per poter conquistare abbuoni già nel chilometro Red Bull: a vincere è stato Jan Christen, secondo Giulio Pellizzari, terzo lo stesso Ciccone.

Lo svizzero della UAE ha tentato l'azione anche ai -2, una sorta di trampolino di lancio per il compagno di squadra Narvaez, che ha anticipato il venezuelano Orluis Aular (Movistar Team) e Ciccone. "È stata una giornata molto buona, sono felice di stare in Italia - ha dichiarato il vincitore di giornata -, abbiamo sfruttato bene l'occasione. Continuiamo a lottare, siamo rimasti in cinque, per noi questa è una vittoria molto importante. Christen? È un grande corridore, ha avuto la sua opportunità ai -2, io dovevo solo gestire la mia posizione, ma sono sicuro che in futuro potrà vestire la maglia rosa".

Grande soddisfazione anche per il nuovo leader: "Oggi è uno di quei giorni dove è difficile trovare le parole. Ho iniziato da bambino con questa maglia nel cuore - ha svelato l'abruzzese della Lidl-Trek -, il mio sogno da ciclista era indossarla anche solo per un giorno". "Penso di averla inseguita col cuore e con la testa dal mio primo Giro nel 2016, a distanza di dieci anni, quando meno me lo aspettavo, è arrivata all'improvviso. È uno di quei momenti che ripaga dei sacrifici fatti da me e da tutti quelli che mi stanno attorno. Ho iniziato inseguendo questa maglia, non so se sia la fine o l'inizio del percorso, ma una cosa è certa, è la maglia che più desideravo, è davvero qualcosa di speciale", ha concluso Ciccone.

Inevitabile la dedica a tutte le persone vicine: "Ringrazio chi con me ha fatto tanti sacrifici, negli ultimi anni il ciclismo è cambiato, anche la vita al di fuori della bici richiede mille sacrifici, quindi ringrazio tutti quelli che soffrono con me". Ciccone è dunque il nuovo leader con 4" di vantaggio su Christen, la maglia azzurra rimane ancora sulle spalle di Diego Sevilla. Maglia ciclamino per Paul Magnier, mentre il miglior giovane è proprio lo svizzero della UAE, con 2" su Pellizzari. Domani altra tappa complicata, la Praia a Mare-Potenza di 203 km, in cui gli attaccanti potrebbero sparigliare le carte, un arrivo particolare e un totale di 4100 metri di dislivello.