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TRENTO. «Il quarto posto non è un obiettivo. Vogliamo vincere». Giovanni Carnevali non usa mezzi termini per raccontare le ambizioni della Juventus. Da pochi mesi amministratore delegato e direttore generale dei bianconeri, è salito sul palco della Filarmonica nella prima giornata del Festival dello Sport di Trento, ripercorrendo il passaggio dal Sassuolo alla società torinese e indicando la direzione del nuovo corso juventino.
«La Juventus è già competitiva. I tifosi hanno vinto tanto e vogliono vincere ancora. Quando? Fosse per me, già domani», ha spiegato Carnevali. L’obiettivo dichiarato è tornare ai vertici anche in Europa: «L’Europa League è impegnativa, ma puntiamo ad arrivare in fondo». In estate la società ha lavorato profondamente sulla rosa: «Volevamo cambiare più giocatori possibili e lo abbiamo fatto. Ora vogliamo costruire una base solida per il futuro».
Il dirigente bianconero ha insistito soprattutto sulle ambizioni della squadra. «Puntare solo a entrare in Champions League è limitativo», ha detto, distinguendo tra gli obiettivi sportivi e le esigenze economiche dei club. Sul mercato resta però il divario con le grandi potenze europee: secondo Carnevali, oggi il calcio italiano difficilmente può permettersi operazioni da 70 o 80 milioni di euro. Tra le strade indicate c’è anche quella di una maggiore presenza di calciatori italiani nella rosa juventina.
Spazio infine al mercato e alla costruzione della squadra. Per Carnevali non bastano statistiche e qualità tecniche: i giocatori vanno osservati dal vivo, conosciuti e valutati anche sotto il profilo umano. «Servono uomini con cuore e testa», ha sottolineato. Parole positive anche per Luciano Spalletti, definito «un allenatore che sa insegnare». La linea indicata a Trento, comunque, resta soprattutto una: per la nuova Juventus la qualificazione in Champions non può essere il traguardo finale.


