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TRENTO. Giornata di pausa, oggi, 27 febbraio, ai campionati mondiali di sci nordico in corso in Slovenia, a Planica, proprio sul confine italiano di Tarvisio (Udine).
Dopo lo splendido argento di ieri, colto nella staffetta sprint dalla coppia valdostana Federico Pellegrino (foto) - Francesco De Fabiani, domani torneranno in pista le donne, impegnate dalle 12.30 nella dieci chilometri skating.
Dopodomani, mercoledì, di nuovo in scena i maschi nella quindici chilometri a tecnica libera.
Le gare, vedranno sulla neve anche vari atleti trentini. sono visibili in tv su RaiSport Hd e su Eurosport.
Ecco il programma completo.
Martedì 28 febbraio 2023
Ore 12:30 10 km TL individuale femminile
Mercoledì 1 marzo 2023
Ore 12:30 15 km TL individuale maschile
Giovedì 2 marzo 2023
Ore 12:30 staffetta 4×5 km TC/TL femminile
Venerdì 3 marzo 2023
Ore 12:30 staffetta 4×10 km TC/TL maschile
Sabato 4 marzo 2023
Ore 12:00 30 km Mass start TC femminile
Domenica 5 marzo 2023
Ore 12:00 50 km Mass start TC maschile
COMBINATA NORDICA
Mercoledì 1° marzo gara a squadre maschile.
Sabato 4 marzo, Gundersen maschile
SALTO CON GLI SCI
Mercoledì 1° marzo trampolino grande, gara femminile
Giovedì 2 marzo, qualificazioni maschili trampolino grande
Venerdì 3 marzo trampolino grande, gara maschile
Sabato 4 marzo trampolino grande, gara a squadre maschile
La giornata di riposo segna per i colori azzurri un momento di soddisfazione sia per le prestazioni a Planica sia per le notizie dai mondiali di skicross in corso in Georgia.
Nell'anno in cui anche dagli sport invernali arriva l'allarme per il cambiamento climatico, l'Italia raccoglie infatti successi in serie, e non solo con la sua valanga rosa. Lo storico oro vinto ieri dal trentino Simone Deromedis ai mondiali di skicross è solo l'ultimo anello di una catena di successi che gli azzurri della neve hanno cominciato ad assemblare mesi e anni addietro.
Perché, se è vero che le vittorie non arrivano mai per caso, va sottolineato il fatto che alla base di ogni trionfo c'è un lavoro certosino, competenza e programmazione. Farlo negli sport della neve o del ghiaccio può apparire quasi emblematico, nell'era del caos climatico, tra le giustificate preoccupazioni di agricoltori ed ecologisti per i ghiacciai che spariscono e per l'acqua che mancherà, e l'allarme di chi teme che tra un decennio non si scierà più.
Gli stessi atleti hanno vissuto una stagione travagliata, con molte gare di sci annullate per scarsità di neve, e sulle piste di Maribel e Courchevel in molti hanno sfoggiato il logo degli attivisti contro il climate change.
In questo contesco, sono fioccate medaglie sugli azzurri che, nello sci alpino, come nel fondo, nello snowboard o nello slittino si sono fatti onore.
Ieri, la sorpresa è arrivata da Deromedis, atleta di Predaia, in Val di Non, sul gradino più altro del podio iridato, il primo in assoluto per un italiano.
"È un gran scalino che sapevo di poter salire, ma non così presto. Diciamo che ho messo la spunta a una delle tre caselle che ogni atleta sogna: Mondiali, Olimpiadi e Coppa di cristallo. Ora magari gli avversari cominceranno ad rispettarmi di più - le sue parole -. Quando parti con uno che sei convinto sia più forte, un po' lo senti. E questo mi avvantaggia. Quel che spero cambi è l'attenzione al movimento dello skicross: sono certo che sarà così".
La domenica di gloria è stata segnata, come detto, anche dalla super-prestazione di Francesco De Fabiani e Federico Pellegrino che, ai Mondiali di sci nordico in Slovenia, hanno ottenuto l'argento nella team sprint, per non parlare del bronzo di Federico Tomasoni e Jole Galli, sempre nello skicross, e della doppietta Goggia-Brignone, a Crans Montana nella discesa libera di coppa del mondo.
Sempre ieri, Italia quarta nella gara a squadre mista dei mondiali nella combinata nordica, a 1'53"5 dalla Norvegia, che si aggiudica il primo titolo del nuovo format, davanti a Germania e Austria.
Bravi gli azzurri Sieff, Gianmoena, Kostner e Costa a sopravanzare il Giappone, per buona parte della gara al quarto posto, in una giornata travagliata. Nei turni di salto Alessandro Pittin era caduto per due volte, prima nel trial round e poi in gara, costringendo gli organizzatori ad interrompere e posticipare l'inizio della gara stessa, a causa degli avvallamenti presenti nella zona di atterraggio del salto.
Una situazione spiacevole che ha costretto il capitano azzurro a lasciare il posto ad Aaron Kostner nella formazione. Un'Italia rimasta un po' indietro nel salto per avere vere chance di medaglia ma che comunque si è difesa al massimo delle proprie possibilità.
"C'è meno neve? Sì, ma i ragazzi lavorano lo stesso. L'equazione mancanza di neve, uguale meno lavoro, e magari meno risultati non regge - sottolinea l'olimpionica del fondo Manuela Di Centa, a colloquio con l'Ansa -. I nostri ragazzi si allenano al top, magari con qualche sacrificio in più, proprio perché manca la neve. A me piace guardare il lato tecnico, perché sono stata atleta e la cosa mi riguarda, ma ora che sono dirigente penso anche al lato globale e su quanto fatto in questo anno, ma anche in quelli precedenti, dalla Federazione sport invernali".
"Adesso si raccolgono i frutti del lavoro, non solo di quest'anno - prosegue Di Centa -. In questi sport si raccoglie a lungo, dopo aver messo semine buone per un sacco di anni. Al di là delle Goggia, delle Brignone, delle Bassino, che sono fortissime, gli sport invernali raccolgono dove erano più deboli, come conferma il bronzo nello slalom maschile ai Mondiali. Questo è stato un punto storico, una cosa fantastica. Segno che il lavoro è stato organizzato bene. Guardiamo il biathlon, che richiede un enorme lavoro di squadra. C'è un backstage che non si vede ma emerge quando ci sono i risultati. Mi piace guardare Vittozzi, do per scontata Wierer che, come Goggia, lavora alla grande. E poi, da dove è saltato fuori questo ragazzo dello skicross? È incredibile. Forse l'area meno competitiva è lo sci nordico femminile, però dalla Pittin alla Franchi hanno cominciato a essere dentro le prime 15 ai Mondiali. Si muove e nasce qualcosa, sebbene la strada sia ancora lunga".


