Funerali di Zanardi, in migliaia a Padova. L’amico don Marco: “La morte si è presa il corpo, ma l’anima le è sfuggita”
A celebrare il funerale è stato don Marco Pozza, amico di Zanardi. Fuori dalla basilica il Comune aveva allestito un maxischermo in Prato della Valle, mentre la famiglia ha scelto di non autorizzare dirette televisive delle esequie
PADOVA. Duemila persone hanno riempito la basilica di Santa Giustina, a Padova, per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi. Il feretro, con la bara bianca, è arrivato alle 11 in Prato della Valle, sotto la pioggia. Ad accompagnarlo la moglie Daniela e il figlio Niccolò, che hanno ringraziato la folla con le mani giunte.
L’ingresso in chiesa è stato accolto da un lungo applauso. La bara è stata preceduta dai ragazzi paralimpici di Obiettivo3, il progetto fondato da Zanardi per promuovere la handbike e dare nuove possibilità attraverso lo sport. Sotto l’altare è stata collocata anche la sua handbike, simbolo della seconda vita sportiva del campione.
Alla cerimonia erano presenti molti volti dello sport e delle istituzioni: Bebe Vio, Giovanni Malagò, Alberto Tomba, Andrea Abodi, Luca Zaia, Stefano Domenicali, Luca Pancalli, Gian Carlo Minardi e Giusi Versace. In basilica anche Gianni Morandi e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore.
A celebrare il funerale è stato don Marco Pozza, amico di Zanardi. Nell’omelia ha ricordato l’eredità umana del campione: «La morte si è presa il corpo, ma l’anima le è sfuggita». Fuori dalla basilica il Comune aveva allestito un maxischermo in Prato della Valle, mentre la famiglia ha scelto di non autorizzare dirette televisive delle esequie.