Pene ingrossato per saltare di più? L’Agenzia antidoping vuole vederci chiaro
Un nuovo, inedito, scandalo alle Olimpiadi investe i saltatori con gli sci che saranno protagonisti a Predazzo: grazie alle iniezioni di acido ialuronico aumentano le dimensioni anche della tuta, e con la tuta più ampia si “vola” di più (foto d’archivio)
TRENTO. Battute e facili ironie si sprecano, ma c’è chi ha preso la cosa maledettamente sul serio. Tra questi, l’Agenzia mondiale antidoping. Il caso, d’altra parte, si presta: è il cosiddetto “penis-gate”, rilanciato alla vigilia dfelle Olimpiadi dalla tedesca Bild Zeitung.
In parole povere, si sarebbe diffusa tra i saltatori con gli sci dei giochi invernali, la pratica di ingrossarsi il pene attraverso iniezioni di acido ialuronico. La logica alla base di tutto potrebbe apparire vagamente contorta, ma tant’è: aumentando le dimensioni del pene, aumentano anche le misure della tuta indossata dai saltatori, e più la tuta è ampia più di “vola” dopo il salto.
Diversi siti di informazione che si sono interessati al caso citano uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers, secondo cui ogni 2 cm in più di circonferenza della tuta del saltatore, la resistenza si riduce del 4% mentre aumenta la portanza del 5%.
Tradotto, una variazione di 2 cm nella tuta equivale a 5,8 metri di lunghezza in più nel salto. Ci sarebbero anche atleti che, invece di iniettarsi sostanze nel pene, si limiterebbero a rimedi più casalinghi, come riempirsi le mutande di argilla per ottenere un aumento di volume temporaneo.
La Wada vigila, e va da sé che la pratica delle iniezioni sarebbe tutt’altro che salutare.