Prezzi proibitivi a Milano-Cortina, Pietro Sighel va all'attacco: "Non ci daranno nemmeno i biglietti per i genitori"
Dal ghiaccio di Baselga di Piné alle Olimpiadi di casa, il campione di short track dà voce al malumore degli atleti e denuncia il rischio di tribune senza famiglie e tifosi italiani. Una polemica che parte dal Trentino e apre un dibattito nazionale sull’accessibilità dei Giochi
TRENTO. La polemica sui biglietti di Milano-Cortina 2026 arriva dritta in Trentino e porta la firma di uno degli atleti simbolo del territorio. A sollevare il caso è Pietro Sighel, 26 anni, campione di short track, finanziere di Baselga di Piné, già due volte medagliato ai Giochi di Pechino 2022 e protagonista annunciato delle Olimpiadi di casa.
Sighel, cresciuto sportivamente sul ghiaccio trentino e oggi tra le punte della spedizione azzurra, non ha nascosto la sua delusione per la gestione dell’evento, soprattutto sul fronte dell’accessibilità per il pubblico italiano. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha spiegato: “Speravo che un’Olimpiade in casa, a Milano e visti i recenti risultati, potesse muovere più interessi e seguito”.
Il short track si disputerà al Forum di Assago, ribattezzato per l’occasione Milano Ice Skating Arena, una scelta che – secondo l’atleta trentino – non lascerà eredità durature agli sport del ghiaccio. Ma il nodo principale resta il costo dei biglietti, che rischia di tagliare fuori proprio quel pubblico che dovrebbe sostenere gli atleti di casa. “Non ci daranno nemmeno due biglietti da regalare ai nostri genitori. E considerando che uno decente costa 450 euro e che le nostre sessioni sono sei, aggiungendoci le spese per vitto, alloggio e spostamenti, il conto è presto fatto“.