Il Giro / La polemica

Il tappone dolomitico senza Fedaia e Pordoi: un errore, secondo Fondriest

Il campione trentino non condivide la decisione degli organizzatori e ai microfoni Rai ricorda di aver percorso nel 1989 una tappa sugli stessi passi e con condizioni meteo simili
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IL VIDEO/2 Il passaggio ad Ala
LE FOTO I campioni del Giro nel centro di Trento

Le condizioni meteo non erano tali, lunedì scorso, da giustificare la riduzione del tappone dolomitico con la rinuncia alle due ascese ai passi Fedai e Pordoi.

È il pensiero del campione trentino Maurizio Fondriest, intervistatato questa mattina da "Buongiorno Regione" della Tgr Rai.

"Nel 1989 - ha ricordato Fondriest - feci una tappa simile, partendo da Misurina e arrivando a Corvara con Giau, Fedaia, Pordoi e Campolongo, con le stesse condizioni meteo di lunedì scorso. L'errore degli organizzatori è stato togliere le due salite, non c'erano condizioni estreme per cancellarle. Anche se devo dire che da corridore avrei fatto i salti di gioia se non avgessi dovuto farle...".

Nel giorno in cui il Giro d'Italia ha lascia il Trentino, si riapre così la discussione su una scelta che ha scatenato molte polemiche nei giorni scorsi.

La massima prudenza ha ispirato la decisione: si temeva una bufera di neve in quota (che non c'è stata), il freddo e i rischi nelle discese (peraltro su trade larghe e ben curate).
Ma si tratta di situazioni già viste in molte tappe del Giro, anche in anni recenti.

Molti osservatori hanno giudicato eccessiva la decisione degli organizzatori della gara di cancellare le due mitiche salite, riducendo l'atteso tappone (Sacile-Cortina d'Ampezzo) a una frazione più o meno ordinaria, con la sola scalata del passo Giau, in prossimità dell'arrivo previsto dopo la discesa dal valico alla nota località montana bellunese.

Chi ha criticato, anche sui media, la decisione, faceva notare, fra l'altro, che il tappone dolomitico era collocato alla vigilia di una giornata di riposo, dunque i ciclisti all'indomani avrebbero potuto recuperare lo sforzo extra richiesto da una corsa in buona parte sotto la pioggia e con temperature basse, anche se non proprio gelide.

Per il Trentino la cancellazione dei due valichi ha singificato perdere una delle tre giornate di Giro in provincia, dato che sia Fedaia sia Pordoi soono valichi di collegamento con il Bellunese.

Ci si è potuti rifare ieri, con la spettacolare tappa da Canazei alla Sega di Ala, che ha pure mosso la classifica grazie a un ostico arrivo in salita.
 

[Nella foto, Bernal al passo giau (Belluno) nelle fasi conclusive della tappa di lunedì scorso]

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