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Alcuni mesi fa una bambina, incontrata in Consiglio provinciale, ha definito Alcide De Gasperi «architetto dell’Autonomia». È un’immagine che, ripensando al 1946, mi sembra ancora più bella: fu un anno nel quale si ridisegnarono gli spazi della nostra vita comune. È un immagine che da allora mi è tornata in mente tante volte, girando il Trentino e incontrando le sue comunità. Perché un’architettura non è fatta soltanto del progetto che l’ha disegnata: prende vita nelle persone che la abitano, nel modo in cui se ne prendono cura, nei legami che costruiscono al suo interno.
Quando parliamo di Autonomia pensiamo naturalmente allo Statuto, alle competenze legislative, alle risorse, alle grandi scelte istituzionali. Tutto vero. Poi però ci sono i Comuni, le cooperative, le associazioni, i volontari, le famiglie, le imprese, le tante persone che si prendono cura di un pezzo della propria comunità. Più incontro questo Trentino, più penso che sia lì che l’architettura immaginata da De Gasperi continua a prendere forma.
Forse per questo, leggendo i pannelli della mostra dedicata allo statista trentino del Consiglio provinciale, mi hanno colpito alcune sue parole dell’aprile 1947. L’Italia cercava ancora faticosamente di rialzarsi e De Gasperi, ricordando quanto era già stato fatto nella ricostruzione, attribuì ai governi «solo piccola parte» del merito. Il merito, disse, era soprattutto del «popolo italiano e di quelle nazioni che ne hanno favorito la rinascita».
Poi si pose una domanda che, nelle condizioni di allora, era tutt’altro che scontata: «Ce la faremo?». E rispose: «Certissimamente, purché vogliamo con fermezza, con tenacia, con solidarietà». Fino a una conclusione che oggi colpisce ancora: «È inutile che una categoria voglia sopraffare l’altra per arrivare al traguardo. O tutti o nessuno».
E quel suo «tutti» stava acquistando un significato nuovo e finalmente più pieno. Il 1946 aveva segnato una svolta: per la prima volta le donne avevano partecipato al voto e ventuno di loro erano state elette all’Assemblea Costituente. Da allora la strada percorsa è stata lunga, fino ad arrivare ad avere per la prima volta una donna alla guida del Governo italiano.
Un cammino non ancora concluso, se pensiamo alle disparità nel lavoro, alla fatica ancora troppo spesso necessaria per conciliare responsabilità familiari e professionali, fino alla violenza che continua a colpire e a uccidere. Quel «tutti», insomma, resta ancora oggi un traguardo da rendere ogni giorno più vicino.
Quale allora il contributo originale che il Trentino può portare alla Giornata dell’Autonomia che celebriamo nello stesso giorno dei nostri colleghi di Bolzano? L’esperienza di una terra che ha imparato che autogovernarsi significa prima di tutto assumersi «tutti» insieme una responsabilità.
Papa Leone XIV, nella Magnifica Humanitas, ha scritto che «è la ricerca del bene comune che dà vita a un popolo». Mi sembra una frase che parla molto anche a noi. La qualità dei servizi, l’attenzione alle famiglie e alle imprese, le opportunità per i giovani e per le donne, la capacità di non lasciare indietro le persone più fragili sono il modo concreto con cui, ogni giorno, siamo chiamati a dimostrarlo.
Ma lo sguardo di De Gasperi non si fermava certo ai confini della propria terra. L’architetto dell’Autonomia fu anche uno dei padri fondatori della nostra Europa. La presenza a Merano e a Trento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dà per questo alla Giornata dell’Autonomia un significato ancora più alto: la specialità trentina e sudtirolese è parte della storia costituzionale italiana e rappresenta, nel cuore dell’Europa, una testimonianza concreta della forza della democrazia e del dialogo.
«Non guardiamo le cose da un punto di vista piccolo!», ammoniva De Gasperi parlando dell’autonomia regionale ai trentini del Secondo Dopoguerra. Ottant’anni dopo, mi sembra ancora una buona raccomandazione per l’Autonomiache vorrei per il Trentino: responsabile verso la propria comunità, ma capace sempre di alzare lo sguardo.
Claudio Soini
Presidente del Consiglio provinciale di Trento


