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TRENTO. Migliorare la conoscenza dei tumori per rendere più efficaci la prevenzione, la diagnosi precoce e le cure. È la sfida alla quale partecipa anche il Trentino, entrato nella rete europea CancerWatch attraverso il proprio Registro tumori di popolazione. L'obiettivo è rendere i dati oncologici più precisi, tempestivi e confrontabili tra i diversi Paesi, così da fornire strumenti concreti per orientare le politiche sanitarie e ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure.
Nei giorni scorsi il Registro tumori del Trentino ha preso parte a Utrecht, nei Paesi Bassi, alla General Assembly di CancerWatch, un progetto europeo finanziato dal programma EU4Health che coinvolge 92 organizzazioni di 29 Paesi. Il Trentino partecipa attraverso il Registro tumori, che fa capo al Servizio di epidemiologia clinica e valutativa di Asuit.
A un anno dall'avvio dell'iniziativa, il progetto ha completato la più ampia indagine mai realizzata sui registri tumori europei, coinvolgendo 192 registri di popolazione. Sono stati inoltre sviluppati nuovi strumenti metodologici e informatici per elaborare indicatori epidemiologici armonizzati, in particolare sulla sopravvivenza e sulla prevalenza oncologica.
I risultati contribuiranno all'aggiornamento del sistema europeo di informazione sul cancro, l'European Cancer Information System (Ecis), con nuove statistiche attese entro la fine del 2026.
Il valore dei registri tumori sta nella possibilità di conoscere con precisione l'andamento delle malattie oncologiche, individuando quante persone si ammalano, quali neoplasie sono più diffuse e quali risultati producono le attività di prevenzione, screening e cura. In Trentino il Registro raccoglie e valida sistematicamente tutte le nuove diagnosi oncologiche tra i residenti, seguendo gli standard di qualità nazionali e internazionali.
I dati provinciali restituiscono un quadro articolato. Tra il 2007 e il 2021 il numero assoluto delle nuove diagnosi è cresciuto, passando da circa 2.930 casi all'anno nel triennio 2007-2009 a circa 3.460 nel periodo 2019-2021. Un aumento che, tuttavia, deve essere letto considerando anche la crescita e il progressivo invecchiamento della popolazione residente.
Quando si tiene conto dell'età attraverso i tassi standardizzati, che permettono confronti più corretti nel tempo, emergono invece alcuni segnali positivi. Negli uomini l'incidenza dei tumori risulta in diminuzione significativa, con una variazione media annua dello 0,81% in meno, mentre tra le donne si mantiene sostanzialmente stabile.
Ancora più rilevante il dato sulla mortalità oncologica, che mostra una riduzione significativa per entrambi i sessi: in media del 3,29% all'anno tra gli uomini e dell'1,70% tra le donne.
«I dati del Registro tumori mostrano che in Trentino la mortalità oncologica continua a diminuire», spiega William Mantovani, direttore del Servizio di epidemiologia clinica e valutativa e responsabile del Registro. Un andamento che, secondo Mantovani, potrebbe migliorare ulteriormente nei prossimi anni grazie alla partecipazione agli screening oncologici e alla diffusione di stili di vita sani.
Ma per intervenire in modo efficace è necessario disporre di informazioni affidabili. «Non possiamo migliorare ciò che non siamo in grado di misurare», sottolinea il responsabile, evidenziando come la partecipazione a CancerWatch permetta di contribuire alla costruzione di una rete europea capace di valutare con maggiore precisione l'efficacia delle politiche di prevenzione e cura.
Tra le attività previste dal progetto figurano lo sviluppo di strumenti digitali avanzati, l'adozione di standard comuni e nuove metodologie per calcolare gli indicatori di sopravvivenza e prevalenza. Un lavoro che guarda anche al futuro spazio europeo dei dati sanitari, l'European Health Data Space.
La sfida, dunque, non riguarda soltanto la raccolta delle informazioni, ma la capacità di trasformarle in conoscenze utili per cittadini, medici e istituzioni. Dati più completi e confrontabili possono infatti aiutare a individuare le criticità, valutare i risultati degli interventi sanitari e orientare le risorse verso una prevenzione e un'assistenza oncologica sempre più efficaci.


