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Un test innovativo permette una diagnosi del tumore al seno ancora più veloce di quanto consentano gli esami attualmente in uso. Messo a punto da un gruppo di medici del «Degli Infermi» di Biella, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale «Applied Immunohistochemistry & Molecular Morphology».
Se nel protocollo più tradizionale la diagnosi viene eseguita rimuovendo chirurgicamente, oltre il tumore al seno, anche il linfonodo sospetto (linfonodo sentinella), attraverso questa nuova tecnica è possibile capire l’eventuale diffusione delle cellule maligne ancor prima di intervenire chirurgicamente.
Il linfonodo viene esplorato con una agobiopsia, eseguita sotto guida ecografica, che consente di prelevare una piccola quantità di tessuto.
La novità risiede nel tipo di esame che viene eseguito. Il materiale prelevato infatti viene sottoposto a una particolare analisi di laboratorio.
La chiave di tutto è in una molecola: si chiama CYFRA 21-1. È la sua concentrazione a fare la differenza; se supera una determinata soglia le probabilità della presenza di cellule maligne è molto alta.
Lo studio, coordinato dal dott. Daniele Liscia dell’anatomia patologica dell’Ospedale di Biella ha coinvolto 300 pazienti e ha visto il lavoro composito di una squadra multidisciplinare che ha coinvolto anche l’Università di Torino e si è avvalso del contributo della Fondazione Edo ed Elvo Tempia.


