TRENTO. In una società nella quale l'obiettivo di molti è fare carriera, scalare i vertici aziendali spesso senza guardarsi troppo intorno, fa «rumore» la notizia di un primario che decide di partecipare al concorso per frequentare la scuola di medicina generale per diventare, in futuro, medico di famiglia. È la storia di Andrea Ventura, direttore dell'Unità operativa multizonale Trentino Emergenza (118) di Asuit. Pochi giorni fa, dopo aver partecipato alla selezione che si è tenuta a Trento per 40 posti, per trasparenza il primario ha convocato i suoi medici e in una riunione ha annunciato appunto la sua partecipazione al concorso e il fatto che, dopo anni nel settore dell'emergenza, si stava guardando attorno per cambiare vita. La sua ammissione è praticamente scontata anche perché al concorso si sono presentati in 29, ma al momento nulla è ancora ufficiale e per questo anche il dottor Ventura preferisce usare il condizionale. «Ho iniziato come volontario a 17 anni e sono diventato primario a 42, tra i più giovani d'Italia. Ho lavorato per vent'anni nell'emergenza che è stato il filo conduttore di buona parte della mia carriera professionale. Ora mi sto guardando intorno». Ventura ha lavorato per anni in rianimazione a Trento, all'epoca del primario Edoardo Geat, poi la carriera nell'Emergenza con la nomina a primario il 15 aprile 2022.

Nato a Ravenna nel 1979, Ventura si è laureato nel 2005 in Medicina e chirurgia all'Università degli studi di Ferrara dove, nel 2009, ha conseguito la specializzazione in anestesia e rianimazione. Per un periodo ha continuato a fare dei turni come medico anestesista sull'elicottero, quindi mantenendosi attivo dal punto di vista clinico.

Poi il lavoro di direttore di Trentino Emergenza, con 400 uomini e donne tra medici, soccorritori e infermieri da gestire, oltre alle associazioni di volontariato convenzionato, lo ha «inghiottito» nel ruolo di manager della sanità più che di medico. «Non ho preso ancora alcuna decisione in quanto ancora non è uscita la graduatoria del concorso - dice - e dovrò concordare eventuali modalità con i vertici aziendali. Non vado via perché c'è qualche problema o perché rivendico qualcosa. Anzi, ringrazio il direttore Ferro per la fiducia che ha riposto in me quattro anni e mezzo fa».

Ventura precisa che la sua non è una fuga, che non ha fatto concorsi presso altre Aziende sanitarie, ma che sta valutando di utilizzare gli altri vent'anni di professione che ha davanti in altro modo. Un ritorno alle origini, alla professione di cui si era innamorato da ragazzo e che lo aveva portato a fare il medico. «Il ruolo di direttore ti richiede una connessione continua e ho voglia di rallentare un po'. Ho corso troppo negli ultimi anni». Ora, se la scelta di frequentare la scuola di medicina generale sarà confermata Ventura dovrà trascorrere i prossimi tre anni sui banchi di scuola insieme a molti neolaureati. «È un modo di lavorare diverso e devo imparare molto del ruolo di medico di medicina generale. È come se andassi a fare il cardiologo. Io sono specializzato in rianimazione e dunque se quella sarà la strada dovrò fare un percorso formativo». La scuola di formazione in medicina generale, che da quest'anno ha sede al quarto piano del Nest, era pronta ad accogliere quest'anno 40 medici intenzionati a specializzarsi per poi lavorare sul territorio. Dei 48 iscritti, alla selezione mercoledì scorsi si sono presentati in 29 e dunque, in teoria, tutti saranno ammessi. Dopo la metà di novembre sarà ufficiale chi di questi prenderà effettivamente parte al corso che partirà ad inizio 2027.