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TRENTO. Una stanza accogliente, pensata per accompagnare pazienti e familiari in uno dei momenti più delicati del percorso di cura. È quella inaugurata oggi all'Unità operativa di Radiologia senologica e screening mammograficodel Centro per i servizi sanitari di Trento, grazie a una donazione di Lilt Trentino.
Il progetto ha finanziato l'arredo e la decorazione dello spazio destinato alla comunicazione delle diagnosi oncologiche. L'obiettivo è offrire un ambiente riservato, capace di favorire ascolto, dialogo e vicinanza umana nel momento in cui viene comunicata una diagnosi di tumore. Per rendere la stanza ancora più confortevole è stato realizzato un murales dell'illustratrice trentina Silvia Benedetti, ispirato alla natura e caratterizzato da colori e forme pensati per trasmettere serenità.
Alla presentazione hanno partecipato l'assessore provinciale alla salute Mario Tonina, il direttore generale di AsuitAntonio Ferro, la direttrice della Senologia Marvi Valentini, il presidente di Lilt Trentino Mario Cristofolini, la direttrice Valentina Cereghini e il direttore del Dipartimento di Scienze radiologiche e imaging medico Carlo Cosimo Quattrocchi.
Ogni anno sono migliaia le donne, e anche alcuni uomini, che si rivolgono alla struttura di viale Verona per aderire allo screening mammografico o per approfondimenti diagnostici. Se per molti il percorso si conclude con un esito rassicurante, per altri rappresenta l'inizio delle cure. Da qui la scelta di creare uno spazio dedicato, in grado di garantire privacy e il tempo necessario per affrontare il colloquio con il personale sanitario.
Antonio Ferro ha ricordato che il Trentino continua a registrare un'elevata adesione allo screening mammografico e ha sottolineato come la qualità dell'assistenza non dipenda solo da competenze e tecnologie, ma anche dalla capacità di accogliere le persone in ambienti adeguati. Marvi Valentini ha evidenziato che comunicare una diagnosi oncologica è uno dei momenti più complessi per il personale sanitario e che uno spazio dedicato permette di offrire non solo assistenza clinica, ma anche ascolto e sostegno.
Per Mario Cristofolini, il tumore oggi è sempre più spesso una malattia curabile o gestibile e proprio per questo il momento della diagnosi deve avvenire in un ambiente protetto, non in un corridoio. Un concetto condiviso anche da Valentina Cereghini, che ha ribadito come prendersi cura della dimensione umana del paziente sia parte integrante del percorso terapeutico.
L'assessore Mario Tonina ha infine sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e volontariato, ricordando che la qualità della sanità passa anche dalla prevenzione, dall'adesione agli screening e da ambienti che mettano al centro la dignità e il benessere delle persone.


