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TRENTO. Il Trentino si conferma tra le realtà più virtuose d’Italia per lo screening mammografico, ma restano “ritardi inaccettabili” nell’estensione del servizio alle fasce più giovani. A sollevare il tema è la consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari, che in occasione della Giornata mondiale contro il cancro ha depositato un’interrogazione sullo stato della prevenzione senologica.
Secondo i dati 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening, l’adesione in Trentino nella fascia “standard” tra 50 e 69 anni raggiunge l’82,7%, ben oltre la media nazionale del 53,8%. Numeri che, per la consigliera, confermano la sensibilità delle donne trentine e la tenuta del sistema sanitario, ma che non possono far dimenticare l’obiettivo di ampliare la copertura anche tra i 45 e i 49 anni.
Parolari ricorda infatti che la delibera provinciale n. 1180 del 2022 prevedeva un cronoprogramma preciso: attivazione dello screening per le 45-47enni entro il 2024 e per le 48-49enni entro il 2025. A oggi, però, il percorso risulta in gran parte inattuato: solo recentemente è stato aperto l’accesso dai 49 anni in su, mentre in diverse regioni del centro-nord i programmi per le quarantacinquenni sono già operativi.
Nell’interrogazione, la consigliera chiede inoltre all’assessore Tonina aggiornamenti sull’attuazione della mozione che impegnava la Provincia a valutare l’introduzione di tecnologie più avanzate come la tomosintesi e a garantire un accesso equo anche nelle aree periferiche.
Tra le criticità evidenziate c’è anche la carenza di personale tecnico-radiologo, un problema noto che potrebbe trovare una risposta nel medio periodo con l’avvio del nuovo corso di laurea a Trento, ma che nel frattempo – secondo Parolari – non può tradursi in un rallentamento della prevenzione pubblica.


