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TRENTO. Fino a 560 euro in più al mese per i medici e i dirigenti sanitari, insieme a nuove tutele contro le aggressioni e a misure per ridurre il divario salariale tra uomini e donne. È stata siglata all’Aran la pre-intesa per il nuovo contratto 2025-2027 dell’Area Sanità, che interessa circa 138mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Gli aumenti scatteranno dall’inizio del 2027.
Il nuovo contratto introduce anche permessi per gravi patologie, maggiori garanzie sul posto di lavoro e regole per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale. Un capitolo specifico riguarda la parità retributiva: aziende ed enti dovranno fornire ai sindacati informazioni sul divario negli stipendi tra uomini e donne e valutare eventuali correttivi quando le differenze non risultino giustificate. Una prima verifica delle dinamiche retributive è prevista nel luglio 2027.
Soddisfazione è stata espressa dalla premier Giorgia Meloni, dal ministro Paolo Zangrillo e dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Positivo anche il giudizio del presidente dell’Aran Antonio Naddeo, che ha sottolineato la rapidità con cui è stata raggiunta l’intesa.
Anche Fp Cgil, Cisl Medici, Uil Fp, Anaao Assomed e Cimo Fesmed accolgono positivamente l’accordo, ma rilanciano sulla prossima legge di Bilancio. Per i sindacati servono infatti ulteriori investimenti sul personale per fermare la fuga dal servizio sanitario pubblico. Il presidente della Fnomceo Filippo Anelli chiede nuove risorse per le assunzioni, mentre Maurizio Landini sollecita interventi sul caro vita e un finanziamento adeguato del Ssn.


