PHOTO
TRENTO. La decisione di installare una nuova risonanza magnetica 3 Tesla all'ospedale Santa Chiara di Trento approda in Consiglio provinciale. Il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha presentato un'interrogazione chiedendo alla Giunta di chiarire le motivazioni che hanno portato a scegliere questa soluzione, il costo complessivo dell'operazione e le possibili alternative.
L'investimento previsto supera i 3 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono i lavori necessari per adeguare gli spazi che ospiteranno l'apparecchiatura, per una spesa stimata in circa 950 mila euro. Secondo Degasperi, i locali attualmente utilizzati per la risonanza da 1,5 Tesla non sarebbero stati progettati per una tecnologia più potente e richiederebbero quindi interventi importanti.
Nell'interrogazione viene evidenziato che esistono già strutture che potrebbero essere adatte a ospitare una risonanza 3 Tesla, come il Centro di Protonterapia di Trento, dove l'attività di risonanza sarebbe limitata a poche ore alla settimana. Viene inoltre richiamata la presenza della risonanza 3 Tesla del CIMeC dell'Università di Trento, utilizzata per attività di ricerca e potenzialmente impiegabile anche in ambito clinico specialistico.
Per questo motivo il consigliere chiede se siano stati effettuati confronti tra le diverse possibili sedi, se sia stata valutata l'ipotesi di aggiornare l'attuale risonanza da 1,5 Tesla con una spesa molto inferiore e se esista un'analisi tecnico-economica che giustifichi la scelta. Tra le domande rivolte alla Giunta figurano anche gli effetti sull'organizzazione dei servizi, il coordinamento con l'Università e la coerenza dell'investimento con il progetto del futuro nuovo ospedale di Trento.


