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TRENTO. Campeggia ovunque, sui giornali e sulle riviste, la nuova pubblicità primaverile del turismo Trentino, sempre con lo slogan «Respira, sei in Trentino». E questa volta non è accompagnata dalla fotografia di un lago ungherese, ma dai campi fioriti delle mele della Val di Non.
Una pubblicità che non è piaciuta al WWF del Trentino, che commenta in una dura nota.
«In un contesto in grado di offrire luoghi come la Val di Tovel, le Forre di Santa Giustina, il Pian della Nana e quant'altro, la promozione turistica passa attraverso i filari delle banalizzate coltivazioni intensive di melo.
Tra meno di un mese, i bucolici campi in fiore avranno un altro aspetto: quello delle reti antigrandine, presenti su ampie chiazze per tutta l'estate. Certamente già hanno un odore, non esattamente sempre respirabile.
La conservazione passa anche dal risolvere i difetti della nostra percezione: e riconoscere l'agricoltura intensiva come uno dei principale motori globali di perdita di biodiversità.
Solo così avremo speranza di capire che cosa è giusto e utile proteggere e che cosa sarebbe bene cambiare radicalmente» affermano gli ambientalisti.


