ROMA. Agosto mette sotto pressione i Pronto soccorso italiani. Alla carenza strutturale di personale si aggiungono infatti le ferie estive, con quasi 7mila medici mancanti nelle settimane più difficili. E mentre gli organici si riducono, gli accessi crescono, soprattutto per malori legati al caldo che interessano anziani, malati cronici e persone fragili.

Secondo i dati aggiornati al 2026 della Società italiana di medicina d'emergenza-urgenza (Simeu), nel 70% dei Pronto soccorso le carenze oscillano tra il 25% e il 70% dei medici previsti. «Complessivamente mancano circa 5mila medici dell'emergenza-urgenza – spiega il presidente Alessandro Riccardi – ma nei mesi estivi le ferie pesano su un sistema già in sofferenza». Il numero sale così a circa 6mila professionisti e, nel pieno di agosto, sfiora quota 7mila.

Contemporaneamente cresce la richiesta di assistenza. Secondo Pierino Di Silverio, segretario di Anaao Assomed, nei mesi più caldi gli accessi ai Pronto soccorso aumentano di almeno il 15%, soprattutto tra anziani e malati cronici. Il caldo può infatti aggravare patologie preesistenti proprio mentre la disponibilità di personale medico diminuisce mediamente fino al 20%.

Per coprire i turni aumenta così il ricorso a gettonisti e medici pensionati, mentre alcuni professionisti sono costretti a rinviare o saltare le ferie. Una situazione analoga riguarda gli infermieri, chiamati a sostenere straordinari, doppi turni e rinunce ai riposi per garantire la continuità dei servizi.

«Con l'entrata in vigore dei piani ferie estivi la forza lavoro attiva nei turni si riduce mediamente del 25-30%», denuncia Claudio Delli Carri, segretario di Nursing Up Piemonte. Il risultato è un aumento delle prestazioni aggiuntive e degli straordinari, con carichi di lavoro particolarmente pesanti per chi rimane in servizio.

A complicare ulteriormente il quadro è la riduzione estiva dei posti letto nei reparti ordinari. La difficoltà nel ricoverare i pazienti alimenta il fenomeno del boarding, con persone costrette a rimanere per molto tempo sulle barelle dei Pronto soccorso.

«I pazienti stazionano sulle barelle anche per 48-72 ore in attesa di un ricovero», sottolinea Enrico Boccone, segretario di Nursing Up Liguria. Lunghe attese e reparti sovraccarichi che contribuiscono anche ad aumentare le tensioni, fino agli episodi di aggressione nei confronti del personale sanitario.