TRENTO. Il caso della contaminazione da Pfas della falda del Basso Chiese arriva all'attenzione del Parlamento europeo. Dopo le iniziative avviate in sede amministrativa, l'intervento del Difensore civico e le interrogazioni presentate in Parlamento e in Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, la vicenda approda anche a Bruxelles.

A renderlo noto è l'associazione Più Democrazia in Trentino, spiegando che l'europarlamentare Gaetano Pedullà ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea per chiedere di verificare la compatibilità della normativa della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol con la direttiva europea 2003/4/Ce, che disciplina l'accesso alle informazioni ambientali.

Secondo quanto riportato dall'associazione, l'iniziativa richiama esplicitamente il caso della contaminazione da Pfas della falda del Basso Chiese, emerso grazie all'attività di Più Democrazia in Trentino, e il successivo intervento del Difensore civico, che nel fascicolo 175/26 avrebbe evidenziato criticità nella trasparenza ambientale, arrivando a ipotizzare un possibile giudizio di legittimità costituzionale sulla disciplina regionale.

«Le informazioni ambientali non appartengono alle amministrazioni che le detengono: appartengono alla collettività. Per questo la loro pubblicazione non può essere considerata una concessione né, tantomeno, una semplificazione da sacrificare. È un preciso dovere giuridico e democratico», afferma il presidente di Più Democrazia in Trentino, Alex Marini.