TRENTO. Se alcune componenti del microbioma provengono dalla nascita, e sono trasmesse dalla madre al neonato, altre, invece, sono frutto delle interazioni sociali. È quanto emerge da uno studio sulle vie di accesso al corpo umano dei batteri della salute.

La ricerca, che ha coinvolto 18 istituzioni e centri internazionali, è stata coordinata da Nicola Segata, del Dipartimento di biologia cellulare, computazionale e integrata (Cibio) dell'Università di Trento.

«La trasmissione del microbioma ha implicazioni importanti per la nostra salute poiché alcune patologie non trasmissibili come le malattie cardiovascolari, il diabete o il cancro sono riconducibili in parte a una composizione alterata del microbioma - ha spiegato - aver dimostrato che quello umano è altamente trasmissibile potrebbe portare a considerare alcune di queste malattie, normalmente considerate non trasmissibili, come malattie trasmissibili, almeno in una piccola parte».

«Approfondire le conoscenze sulla trasmissione del microbioma può quindi far progredire la comprensione dei fattori di rischio di queste malattie e aprire, in prospettiva, la possibilità di ridurne tale rischio con terapie che agiscano sul microbioma o sulle sue componenti trasmissibili», ha aggiunto Segata.