MILANO. Potrebbe ricevere la cura direttamente in Italia, senza dover partire per gli Stati Uniti. Jessica Scarpa, mamma di Olginate, nel Lecchese, ha due gemelli di tre anni e mezzo e un tumore al pancreas metastatico. Nelle scorse settimane aveva lanciato un appello per raccogliere i fondi necessari ad accedere a un farmaco disponibile negli Usa. Ora è Regione Lombardia a lavorare per renderglielo accessibile.

Il Pirellone sta definendo un percorso per l’accesso al medicinale. La paziente è già in carico all’Asst di Lecco, l’azienda sociosanitaria che dovrà presentare la richiesta.

«Riteniamo doveroso impegnarci affinché i pazienti possano accedere alle migliori cure che la medicina oggi mette a disposizione», ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, senza citare il nome della donna. L’obiettivo, ha spiegato, è aiutare questa paziente ma anche dare una risposta a chi dovesse trovarsi nella stessa condizione.

Per Jessica Scarpa la Regione ha già acquisito il parere dell’oncologo di riferimento. Negli altri casi, ha precisato Bertolaso, lo specialista dovrà verificare che il quadro clinico sia compatibile con le indicazioni autorizzate dalla Fda, l’agenzia statunitense del farmaco. Solo dopo questa verifica la struttura che ha in cura il paziente potrà presentare un’istanza di autorizzazione straordinaria.

La storia era diventata pubblica il 9 ottobre, quando la donna aveva aperto una raccolta fondi su GoFundMe. Nel testo ripercorreva la diagnosi e poi l’intervento di duodenocefalopancreasectomia, durato oltre dieci ore. Erano seguiti dodici cicli di chemioterapia. Poi la recidiva al fegato, con la malattia ancora in progressione nonostante le nuove terapie.

La speranza ha un nome: daraxonrasib. Si tratta di un farmaco a bersaglio molecolare che, ricordava la paziente, nei primi studi ha mostrato di allungare la sopravvivenza. Il medicinale ha ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti e un primo via libera in Europa. «Per me è la possibilità di restare ancora mamma, ancora presente», aveva scritto.

All’appello si era unito anche l’infettivologo Matteo Bassetti. Le donazioni hanno sfiorato i 450mila euro. «State trasformando la mia paura in speranza», ha scritto Jessica Scarpa ai sostenitori.