TRENTO. "La professione infermieristica non è un ruolo accessorio del sistema salute, ma uno dei suoi pilastri", lo ha detto, in occasione della Giornata dell'Infermiere svoltasi a Rovereto, il presidente di Opi Trento Daniel Pedrotti. "Il futuro della sanità in Trentino come nel resto del Paese, si gioca sulla capacità di costruire un sistema realmente integrato in una logica di responsabilità condivisa", ha aggiunto Pedrotti.

In Trentino gli iscritti all'albo sono in costante aumento e, al 31 dicembre 2025, hanno raggiunto quota 4.648, con un saldo di +87 nel 2025 (199 iscrizioni contro 112 cancellazioni). Negli ultimi tre anni il trend è positivo: 4.498 nel 2023, 4.561 nel 2024 e 4.648 nel 2025. Gli infermieri sono 4.607, mentre gli infermieri pediatrici sono 41. La componente femminile resta prevalente, con 3.862 donne (83%) contro 786 uomini.

Un tema critico riguarda l'invecchiamento della professione con l'apice dei pensionamenti che arriverà fra 4-5 anni: 637 infermieri hanno tra 56 e 60 anni, 772 tra i 51-55 e 506 tra i 46-50 anni. Complessivamente, il 41% degli infermieri trentini ha tra 46 e 60 anni, il che significa che nei prossimi quindici anni circa 2.000 professionisti usciranno dalla professione, con una media di 130 all'anno. A questi si aggiungono le dimissioni volontarie verso il privato e il vicino Alto Adige. Dal 2020 al 2025 gli infermieri libero-professionisti sono aumentati da 166 a 229 con un incremento del 38%. Positivo il dato relativo agli infermieri giovani: 599 tra 26 e 30 anni e 591 tra 31 e 35 anni, pari al 25,6% degli iscritti.