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ROMA. "I recenti dati" sugli incidenti sul lavoro, "delineano una situazione intollerabile per un Paese che riconosce nel lavoro il principio cardine della propria identità repubblicana. Disponiamo di una legislazione tra le più avanzate d'Europa, ma l'Italia si confronta ancora con statistiche drammatiche che impongono l'urgenza di estendere il piano normativo e sanzionatorio. La tutela della vita nei luoghi di lavoro passa infatti attraverso la diffusione di una cultura orientata alla prevenzione. Una cultura che promuova l'osservanza delle regole, la conoscenza dei diritti, dei doveri e dei rischi connessi alle mansioni svolte".
Lo ha affermato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nell'indirizzo di saluto agli "Stati generali su salute e sicurezza sul lavoro" in corso a Montecitorio. Rinnovando la propria vicinanza a tutti i familiari delle vittime di incidenti sul lavoro e a quanti hanno subìto gravi menomazioni, Fontana ha confermato "la ferma volontà delle Istituzioni di mantenere alta l'attenzione su un tema di assoluto rilievo civile e sociale: l'incolumità dei lavoratori - ha detto - non è solo un dovere inderogabile. È anche un diritto che va sempre protetto, senza alcuna eccezione".
Il presidente della Camera ha poi evidenziato l'importanza di procedere con un "cambiamento profondo" che "deve realizzarsi a partire dai banchi di scuola: occorre educare le nuove generazioni a riconoscere le situazioni di pericolo e ad adottare comportamenti responsabili per prendersi cura di sé stessi e degli altri. È qui che si formano i professionisti del domani. Sono loro che un giorno entreranno negli uffici, nei cantieri e nelle fabbriche", ha osservato.


