C’è chi, anni fa, si è spinto persino a scrivere dei saggi sociologici sul fenomeno 883 e sulla genesi di tormentoni come “Hanno ucciso l’uomo ragno”  e “La regola dell’amico” interrogandosi su quali fossero i segreti in grado di rendere cosi popolare la miscela canzonettara di Max Pezzali. Ma davanti agli oltre quattromila e quattrocento spettatori che hanno riempito, come da tempo non ci capitava di vedere, il Palatrento per assistere al suo live non si può che prendere atto della forza di un pop, di quelli a presa rapida, capace di contagiare più di una generazione. La forza di Pezzali da sempre sta nell’immediatezza, in quel suo linguaggio diretto e semplice che diventa canzone dal ritornello che non lascia, quasi mai, scampo.