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BOLZANO. «Il mio obiettivo? Aiutare la popolazione e tagliare le liste d’attesa. Il reparto di Gastroenterologia del San Maurizio è nato 40 anni fa grazie al professor Giorgio Dobrilla e deve mantenere alti gli standard qualitativi e scientifici, per soddisfare le esigenze di salute dei cittadini. Tutti». Andrea Mega, nuovo primario di “Gastro”, succede a Michele Comberlato. Nato nel 1969 a Bressanone, Mega si è laureato e specializzato a Padova. «Dobrilla mi ha fatto entrare in scuola di specialità ma quando sono arrivato nel 2002 a Bolzano era già in pensione. Il suo carisma ha avuto effetto su di me, giovane medico, mi ha spronato a fare sempre meglio».
Dottor Mega, quali sono le sfide più importanti che la attendono?
Trovare infermieri e abbattere le attese. Cercherò di aprire “ponti” verso la Claudiana. Dobbiamo andare dai giovani infermieri, motivarli, farci conoscere, far vedere che in ospedale si lavora bene. Fare di tutto perché restino qui e non vadano - finiti gli studi - altrove. Altro obiettivo tagliare le attese per la colonscopia. La potenzialità c’è, manca personale per lavorare meglio, ma ci sono troppe richieste di esami e anche in questo caso occorre creare “ponti” con i medici di famiglia, dobbiamo parlarci. Lo farò molto presto.
Quali sono i numeri del reparto e le patologie più diffuse?
Ogni anno effettuiamo circa mille ricoveri, tra ordinari e in regime di Day Hospital e ci occupiamo di un ampio spettro di patologie: dalle emorragie digestive alle pancreatiti acute e croniche, dalle epatopatie avanzate alle malattie infiammatorie croniche intestinali, fino alla celiachia e alle neoplasie del tratto gastroenterico. Fondamentale la collaborazione in rete con gli ospedali periferici, per i quali Bolzano rappresenta un centro di riferimento. La sinergia consente una gestione ottimale dei casi più complessi, in particolare per le emorragie digestive, le patologie biliari complesse e l’insufficienza epatica. L’obiettivo futuro è rafforzare ulteriormente la rete, attraverso l’istituzione di tavoli di lavoro dedicati alle singole patologie e percorsi condivisi.
Posti letto e medici, quali numeri?
Siamo realtà clinica di riferimento a livello provinciale e sovraregionale. Abbiamo in tutto 20 posti letto, 16 destinati ai ricoveri ordinari e 4 al Day Hospital e possiamo contare su un’équipe composta da 13 medici strutturati e 2 medici in formazione specialistica. Un gruppo professionale relativamente giovane: solo quattro medici hanno più di 50 anni, mentre la maggioranza è sotto i 40. Negli ultimi anni il reparto ha vissuto un significativo ricambio generazionale, che ha portato nuove competenze, entusiasmo e un forte impulso all’innovazione organizzativa e clinica. Un ulteriore passo strategico per il nostro futuro sarà l’inserimento degli studenti della Medical School dell’Università Cattolica. Le aspettative sono alte, e dobbiamo prepararci ad accoglierli con stimoli nuovi e con motivazione, affinché possano trovare anche nel nostro reparto fonte di ispirazione per il loro futuro professionale.
Tra le innovazioni più rilevanti?
L’introduzione dell’intelligenza artificiale in endoscopia. Questa tecnologia ci consente di individuare le lesioni tumorali in fase molto precoce, permettendo interventi tempestivi e riducendo in modo significativo il rischio di progressione della malattia. L’applicazione dell’intelligenza artificiale migliora sensibilmente l’accuratezza diagnostica, riduce il margine di errore e apre prospettive concrete di aumento delle diagnosi precoci e di riduzione della mortalità legata al tumore del colon-retto. Innovazione accolta con cauto ma fondato ottimismo.
A proposito di endoscopia, quanti esami eseguite l’anno?
Sul fronte dell’endoscopia digestiva, eseguiamo circa 7.000 esami all’anno, spaziando dalle procedure diagnostiche di base, come gastroscopia e colonscopia, fino alle tecniche diagnostico-terapeutiche più avanzate, inclusa l’ecoendoscopia. Da poco più di un anno l’attività si svolge nel nuovo servizio, completamente rinnovato secondo gli standard più moderni, con l’obiettivo di migliorare sia la quantità sia la qualità delle prestazioni offerte alla popolazione. L’ampliamento del servizio di endoscopia ha consentito anche la prosecuzione dello screening per il tumore del colon-retto, un programma strategico che deve però fare i conti - come detto - con la carenza di personale e con una ancora insufficiente adesione della popolazione, attualmente intorno al 30%. Proprio per questo l’Asl ha avviato e programmerà iniziative di sensibilizzazione e informazione rivolte ai cittadini.
Visite e prestazioni specialistiche. Tantissime
Sì. Ogni anno il reparto effettua circa 2.000 visite e più di 5.000 prestazioni specialistiche. Un ruolo centrale è svolto dall’ambulatorio di epatologia e trapianti di fegato, che segue pazienti con epatopatie di varia gravità, tumori epatici, candidati al trapianto o già trapiantati. Ambulatorio che opera in stretta collaborazione con i reparti di Chirurgia e Radiologia - diretti dai primari Antonio Frena e Federica Ferro - ed è inserito in una fitta rete di rapporti con numerosi centri di Gastroenterologia del Triveneto e con i principali centri trapianto del Nord e Centro Italia, tra cui Verona, Padova, l’Istituto Tumori di Milano e il Sant’Orsola di Bologna. Intensi e proficui i rapporti con la clinica universitaria di Innsbruck». Nel 2018 Andrea Mega è stato nominato responsabile dell’ambulatorio di epatologia e dei trapianti di fegato. Coordina la commissione epatologica dell’Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri (AIGO) ed è membro di diverse società scientifiche.


