TRENTOLo studio condotto dall'Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler dimostra l'efficacia rivoluzionaria della telemedicina nella gestione dello scompenso cardiaco. La ricerca, pubblicata sul Journal of Cardiovascular Development and Disease, ha analizzato 211 pazienti seguiti per un anno attraverso l'app TreC Cardiologia, confrontando i risultati con il periodo precedente all'introduzione del sistema.


I numeri parlano chiaro: i ricoveri per scompenso cardiaco sono crollati dal 25,6% al 4,7%, passando da quasi un paziente su quattro a uno su venti. Parallelamente, si è registrata una significativa riduzione delle visite ambulatoriali, liberando risorse preziose per i casi più complessi. Il sistema permette ai pazienti di monitorare da casa parametri vitali come peso, frequenza cardiaca e pressione, comunicando con il team sanitario attraverso una chat dedicata.


"Invece di vedere tutti i pazienti regolarmente, ora concentriamo le visite sui casi complessi, mentre i pazienti stabili vengono monitorati comodamente da casa", spiega il dottor Massimiliano Maines, autore principale dello studio. Il modello ha permesso alla Cardiologia di Rovereto di passare da 300 a oltre 800 pazienti seguiti, con 600 dotati dell'app.


L'assessore provinciale Mario Tonina sottolinea come "ridurre ricoveri e accessi ospedalieri significa maggiore serenità per pazienti e famiglie". Il successo del progetto dimostra che investire nell'innovazione digitale non è solo una scelta tecnologica, ma una strada concreta verso benefici reali per la vita delle persone.


In una provincia montana come il Trentino, dove gli spostamenti verso l'ospedale possono essere complessi, il telemonitoraggio si rivela particolarmente prezioso. Il sistema rappresenta un nuovo paradigma nella presa in carico dei pazienti cronici, concentrando le risorse dove servono davvero e garantendo un monitoraggio continuo e personalizzato.