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BOLZANO. Un intervento chirurgico complesso, eseguito nei primissimi giorni di vita, ha permesso a un neonato affetto da una grave malformazione congenita di iniziare un percorso di crescita normale. Già in gravidanza, infatti, la dottoressa Federica Verdi, specialista in ginecologia e ostetricia presso l’Ospedale di Bolzano, aveva diagnosticato una rara ernia diaframmatica, una condizione che comporta lo spostamento di organi addominali nel torace con gravi conseguenze sullo sviluppo dei polmoni e sull’equilibrio cardiocircolatorio. Una patologia che colpisce circa un neonato ogni 3.000–4.000 e che richiede un intervento tempestivo.
L’operazione è stata programmata e condotta dall’équipe della Chirurgia pediatrica dell’ospedale bolzanino, guidata dalla dottoressa Paola Zaupa, con il contributo del dottor Michele Corroppolo e della dottoressa Francesca Grandi. L’intervento, eseguito per via toracoscopica con incisioni di soli tre millimetri, ha consentito di riposizionare correttamente gli organi e chiudere la lacuna del diaframma. Una particolarità rilevante è stata l’esecuzione dell’operazione direttamente all’interno della Terapia intensiva neonatale, scelta che ha richiesto un coordinamento costante tra chirurghi, neonatologi e anestesisti pediatrici.
Prima e dopo l’intervento, il piccolo paziente è stato seguito dalla Terapia intensiva neonatale diretta dal dottore Alex Staffler, con un monitoraggio continuo della funzione respiratoria, del dolore e della stabilità cardiocircolatoria. La gestione clinica di un neonato in queste condizioni richiede competenze altamente specialistiche e un lavoro di squadra che coinvolge più discipline, dall’anestesia alla radiologia, dalla pediatria alla neonatologia.
Con il passare delle settimane le condizioni del bambino sono progressivamente migliorate e i controlli successivi hanno confermato la corretta posizione degli organi e una buona ripresa complessiva. Oggi, salvo poche precauzioni, il neonato può essere considerato come tanti altri. Un risultato che, come sottolineato anche dal Direttore sanitario dottore Josef Widmann, testimonia il livello di specializzazione raggiunto dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige e l’importanza della collaborazione multidisciplinare nel trattamento delle patologie più complesse fin dall’inizio della vita.


