TRENTO. La Fp Cgil torna a criticare la gestione dell'appalto per l'assistenza domiciliare di ASUIT, sostenendo che la procedura sia stata affrontata come una questione esclusivamente amministrativa, senza una visione complessiva del servizio e con il rischio di ripercussioni sia sui lavoratori sia sui cittadini più fragili.

Secondo il sindacato, in un sistema meglio coordinato l'appalto di ASUIT avrebbe dovuto essere prorogato fino alla scadenza degli affidamenti delle Comunità di Valle, così da progettare un unico servizio integrato. L'assenza di dialogo tra le diverse stazioni appaltanti, denuncia la Fp Cgil, avrebbe invece portato a una frammentazione dell'assistenza.

Il sindacato evidenzia che un utente che passa da bisogni prevalentemente assistenziali a esigenze sanitarie potrebbe ritrovarsi seguito da cooperative diverse, con personale differente, regole differenti e una minore continuità del servizio. Una situazione che, secondo la Fp Cgil, rischia di creare difficoltà sia agli operatori sia agli assistiti.

Sul fronte occupazionale, la Fp Cgil ribadisce che il proprio obiettivo è garantire il mantenimento del posto di lavoro, delle ore contrattuali, della qualifica e della sede di servizio per tutti gli addetti coinvolti. Il sindacato sostiene però che la clausola sociale, nata per tutelare i lavoratori negli appalti, si sia trasformata in uno strumento di concorrenza tra le imprese.

Nel comunicato vengono mosse critiche anche alle cooperative coinvolte. La Fp Cgil afferma che in alcuni casi sarebbero stati indicati come non assorbibili lavoratori con limitazioni, in maternità o già in situazioni di conflitto con le cooperative di provenienza. Al tempo stesso viene contestata la strategia del Consorzio Blu, accusato di aver presentato un'offerta senza personale proprio, confidando di selezionare gli operatori già impiegati attraverso la clausola sociale.

Le critiche si concentrano infine su ASUIT, accusata dal sindacato di aver gestito l'intero appalto come un adempimento burocratico, senza una strategia per sviluppare un servizio realmente integrato sul territorio. Per la Fp Cgil, il risultato è un sistema in cui a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta gli utenti più fragili e i lavoratori coinvolti.