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ARCO. L'ospedale di Arco diventa il punto di riferimento provinciale per la chirurgia protesica robotica. È stato inaugurato oggi il nuovo sistema di chirurgia robotica ortopedica, una tecnologia che consentirà di eseguire interventi di protesi di ginocchio e anca con una precisione millimetrica, riducendo la variabilità del gesto chirurgico e favorendo un recupero più rapido dei pazienti.
L'investimento, sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento e fortemente voluto dalla direzione di Asuit, punta a rafforzare la rete ortopedica trentina valorizzando al tempo stesso il presidio sanitario di Arco. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l'assessore alla salute Mario Tonina, il direttore generale di Asuit Antonio Ferro, il direttore dell'ospedale Luca Fabbri, oltre ai vertici sanitari provinciali e ai sindaci dell'Alto Garda.
Il robot è già entrato in funzione. L'équipe ortopedica di Rovereto, in collaborazione con anestesisti e personale infermieristico del blocco operatorio di Arco, ha già eseguito con successo i primi interventi di protesi al ginocchio. I primi pazienti hanno potuto alzarsi e camminare poche ore dopo l'operazione, senza complicanze, venendo dimessi nei giorni successivi.
La piattaforma robotica permette di effettuare interventi di protesi totale e parziale del ginocchio e dell'anca, mentre in futuro sarà implementata anche per la chirurgia della spalla. Grazie a una pianificazione tridimensionale ottenuta dalla Tac preoperatoria, il sistema guida il chirurgo nell'esecuzione dei tagli ossei con una precisione inferiore al millimetro, impedendo di uscire dal piano programmato.
Antonio Ferro ha definito il nuovo robot «un'apparecchiatura senza eguali nel Servizio sanitario provinciale», sottolineando che Arco diventerà un centro di riferimento dove confluiranno pazienti e specialisti provenienti dalle diverse sedi ospedaliere del Trentino, coniugando assistenza, ricerca e formazione universitaria.
Dal punto di vista economico, il macchinario è stato acquisito con un contratto di noleggio triennale, rinnovabile, del valore di 430 mila euro all'anno, comprensivo di assistenza tecnica e dispositivi dedicati. A questo si aggiungono ulteriori investimenti: 180 mila euro per nuove tecnologie complementari e altri 160 mila euro per l'adeguamento della sala operatoria con nuovi pavimenti, controsoffitti e pensili.
Per il direttore del Dipartimento ortopedico traumatologico Fabrizio Cortese, la scelta di concentrare ad Arco l'attività robotica segue un modello già adottato in altri ospedali italiani, consentendo di programmare gli interventi senza l'interferenza delle urgenze. L'obiettivo è arrivare entro l'autunno ad almeno una seduta operatoria robotica alla settimana e ampliare progressivamente l'attività, trasformando Arco anche in un centro di riferimento per la ricerca e la didattica universitaria.
L'assessore Mario Tonina ha ribadito che il robot sarà una risorsa condivisa da tutte le unità operative di ortopedia del Trentino, mentre il presidente Maurizio Fugatti ha evidenziato come la scelta di fare di Arco il polo provinciale della chirurgia protesica robotica rappresenti «la prova concreta della volontà di investire nell'innovazione tecnologica e nella qualità della sanità pubblica, mettendo al centro cure sempre più precise, sicure e innovative».




