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TRENTO. Prendersi cura della persona, oltre che della malattia. È questo il principio che guida da sempre l’impegno di AIL – Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma, che anche quest’anno ha scelto di sostenere concretamente l’ematologia trentina. Nel pomeriggio di oggi, all’ospedale Santa Chiara di Trento, l’associazione ha consegnato un contenitore criogenico “dry shipper” e finanziato una borsa di studio triennale per una psicologa a supporto dei pazienti oncoematologici.
La donazione è stata formalizzata alla presenza della consigliera Adriana De Fanti per AIL, del personale del reparto di ematologia guidato dalla dottoressa Anna Guella e della nuova psicologa Valentina Lazzeri. Quest’ultima opera all’interno della Struttura semplice di ematologia di Trento, in collaborazione con l’Unità operativa di psicologia clinica, garantendo attività di supporto psicologico nei reparti di degenza, nel day hospital ematologico e in ambito ambulatoriale.
Il servizio è rivolto ai pazienti e ai loro familiari lungo tutto il percorso di cura e nella fase di follow-up, con l’obiettivo di integrare l’assistenza medica con quella psicologica. Nel corso dell’ultimo triennio ne hanno beneficiato 185 pazienti oncoematologici e circa 30 familiari, confermando l’importanza di un sostegno specialistico in una fase di forte impatto emotivo e di profondo cambiamento personale e familiare.
Il contenitore criogenico “dry shipper” donato da AIL è progettato per il trasporto sicuro di farmaci e campioni biologici che richiedono temperature estremamente basse, fino a circa -190 gradi, garantendo elevati standard di sicurezza anche su strada grazie a un sistema che impedisce la fuoriuscita di azoto liquido. Le due donazioni si inseriscono in un percorso di collaborazione consolidato, che negli anni ha visto AIL Trento investire in tecnologie avanzate, borse di studio e figure specialistiche, contribuendo in modo concreto al miglioramento delle cure e dell’assistenza sul territorio.


