Diabete, in provincia di Trento sono 30mila le persone colpite
L'associazione trentina chiede alla Provincia un check up unico per i pazienti. «Dopo che è stato in parte "smontato" il centro di Rovereto le persone ora si trovano in difficoltà. Si dovrebbe in qualche modo vedere di riattivarlo perché al di là degli interventi, bisogna vedere come seguire queste persone»
TRENTO. Il diabete sta vivendo un vero e proprio "boom" in Italia, con oltre 4 milioni di persone colpite e una crescita significativa dei casi, in particolare del tipo 2, legata a obesità, sovrappeso e sedentarietà. Il Trentino non fa eccezione: sul nostro territorio le persone affette da questa malattia si stima siano circa il 5,5% della popolazione totale.
Sabato a Mattarello si è tenuta l'assemblea dei soci dell'associazione trentina diabetici. Da anni si parla dei bisogni di questi pazienti, del fatto che la domanda di prestazioni è più elevata dell'offerta, del bisogno ma il presidente Eugenio Oliva è ottimista.
«Abbiamo avuto alcuni incontri con l'assessore Tonina - spiega Oliva - e proprio nei giorni scorsi la Provincia ha deliberato l'aggiornamento della commissione provinciale per le attività diabetologiche con l'obiettivo di migliorare la qualità della cura delle persone con diabete e prevenirne le complicanze».Il bisogno emergente, secondo il presidente, è quello del piede diabetico.
«Dopo che è stato in parte "smontato" il centro di Rovereto le persone ora si trovano in difficoltà. Si dovrebbe in qualche modo vedere di riattivarlo perché al di là degli interventi, bisogna vedere come seguire queste persone».
Altra questione è quella degli esami che ciclicamente questi pazienti devono fare. «Una volta si andava al centro e molte cose si potevano fare lì. Sarebbe che per i pazienti con diabete di tipo 1, ma anche quelli di tipo 2, potessero essere chiamati per fare gli esami tutti nello stesso posto: elettrocardiogramma, esame del piede diabetico e gli altri necessari. Una sorta di check up senza dover andare in quattro posti diversi».
Nella delibera della Provincia è stato preso atto della volontà dei rappresentanti del mondo associazionistico di poter contribuire a migliorare l'organizzazione anche alla luce della nascita delle della comunità in giro per il Trentino. Ma se certi servizi si possono spostare anche nelle periferie, per altri potrebbe essere più difficile.
«Oggi - spiega ancora Oliva - si sta diffondendo, soprattutto tra i più giovani, l'utilizzo dei microninfusori, dispositivi medici portatili e compatti che somministrano continuamente insulina rapida 24 ore su 24. Li utilizzano circa 400-500 pazienti, ma questi vengono tutti gestiti dal centro diabetologico di Trento».
Nel corso dell'incontro è stato fatto anche il punto sui supporti tecnologici per la gestione del diabete con il dottor Andrea Verzura e sui risolti psicologici e sull'umore del diabete con la dottoressa Silvia Sartori.