Sanità, il Pd mette alle strette la giunta Fugatti: “Problemi sulla validità delle impegnative e sui pagamenti”
In un’interrogazione provinciale dei consiglieri Francesca Parolari e Paolo Zanella si parla di ricette che scadono, appuntamenti da rifare e dati sulle attese difficili da verificare. Nel mirino anche i disservizi legati ai pagamenti anticipati
TRENTO. La validità delle impegnative sanitarie, le difficoltà nelle prenotazioni e i possibili effetti sui dati delle liste di attesa finiscono al centro di una interrogazione a risposta scritta presentata dai consiglieri Paolo Zanella e Francesca Parolari alla Giunta provinciale. Nel testo si chiede di fare chiarezza su una serie di problemi che, secondo quanto riferito dagli utenti, stanno creando disagi concreti e un carico aggiuntivo per i medici di famiglia.
I firmatari ricordano che con una recente delibera provinciale sono stati aggiornati i codici di priorità per le prestazioni sanitarie, stabilendo nuove scadenze per la validità delle prescrizioni. «La validità delle impegnative – si legge – è stata fissata in relazione alla priorità assegnata», mentre i tempi entro cui le prestazioni dovrebbero essere erogate restano quelli già previsti. Proprio su questo punto viene sollevata una prima criticità: la pagina dedicata al monitoraggio dei tempi medi di attesa non risulta consultabile da tempo e riporta soltanto la dicitura “report in fase di aggiornamento”, impedendo di verificare l’andamento reale delle liste.
Un altro nodo riguarda le prenotazioni considerate urgenti. Secondo quanto riferito, quando non ci sono appuntamenti disponibili «capita che agli utenti venga chiesto di richiamare più volte», invece di essere presi in carico e ricontattati non appena si libera una data. Se nel frattempo l’impegnativa scade, al paziente viene chiesto di farsela rifare dal medico. «Questo comporta un sovraccarico di lavoro per i medici – sottolineano i consiglieri – e un evidente disagio per l’utenza». Non è inoltre chiaro se, ai fini del controllo dei tempi di attesa, la prenotazione venga collegata alla prima impegnativa scaduta o a quella nuova, con il rischio di alterare i dati.
Viene poi segnalato il caso delle visite disdette per cause di forza maggiore. Anche quando la prescrizione è ancora valida, alcuni utenti non riescono a fissare un nuovo appuntamento perché il sistema indica che la ricetta è “già presa in carico”. «Un probabile problema informatico – scrivono Zanella e Parolari – che costringe nuovamente i pazienti a tornare dal medico per una nuova impegnativa, sottraendo tempo alle cure». Situazioni simili, aggiungono, possono incidere anche sul controllo dell’appropriatezza delle prescrizioni urgenti, aumentando le riemissioni di ricette.
Infine, l’interrogazione richiama il mancato invio degli SMS con il codice per il pagamento anticipato delle prestazioni tramite PagoPa. «Un servizio che semplificava il pagamento ed evitava code», soprattutto per prestazioni che richiedono la ricevuta prima della visita. I consiglieri chiedono quindi alla Giunta per quali ragioni il monitoraggio non sia accessibile, come vengano conteggiati i tempi in caso di ricette rifatte, se sia previsto un intervento per risolvere i problemi segnalati e in che tempi verrà ripristinato l’invio degli SMS per i pagamenti.