Sanità

Mezzolombardo, inaugurate Casa e Ospedale della Comunità: al servizio di 36 mila persone

Un nuovo presidio rafforza la sanità di prossimità tra Rotaliana e Paganella. Servizi integrati, medici di famiglia, specialisti e cure intermedie

MEZZOLOMBARDO. Nuova tappa nel percorso di ridefinizione della sanità territoriale trentina: con la presentazione di questa mattina a Mezzolombardo anche la Piana Rotaliana e l’Altopiano della Paganella hanno la loro Casa della Comunità. È la terza inaugurazione dopo Ala e Malè, a conferma di un modello di assistenza sempre più vicino alle persone e alle famiglie. La nuova struttura, realizzata nell’area del Centro sanitario San Giovanni, si inserisce nello sviluppo dei modelli di integrazione sociosanitaria previsti dal DM 77, rafforzando il ruolo del territorio come primo luogo di cura.

La Casa e l’Ospedale della Comunità rappresentano un punto di riferimento per un bacino di oltre 36 mila cittadini dei Comuni della Rotaliana-Königsberg e della Paganella. Il presidio integra servizi sanitari, sociosanitari e sociali, con l’obiettivo di offrire risposte più coordinate e accessibili. Cuore del sistema è il Punto unico di accesso (PUA), porta di ingresso ai servizi per accoglienza, orientamento, valutazione dei bisogni e presa in carico.

All’interno della Casa della Comunità operano i medici di medicina generale organizzati in Aggregazioni funzionali territoriali, i pediatri di libera scelta e la continuità assistenziale, affiancati da specialisti di dodici discipline tra area medica e chirurgica. Attivi anche percorsi di teleconsulto, il ruolo degli infermieri di famiglia e di comunità, i servizi consultoriali, la riabilitazione, la salute mentale, la diagnostica di base e le attività di prevenzione e promozione della salute.

Nel San Giovanni trova spazio anche l’Ospedale della Comunità, evoluzione del percorso di cure intermedie avviato nel 2019. Struttura a bassa intensità di cura, è destinata a pazienti dimessi dall’ospedale che necessitano di stabilizzazione clinica e recupero dell’autonomia, o a persone fragili per le quali il ricovero ospedaliero sarebbe inappropriato. Attualmente dispone di 12 posti letto, destinati a salire a 15. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute Mario Tonina, il direttore generale di APSS Antonio Ferro, il dirigente generale Andrea Ziglio, i rappresentanti delle Comunità di Valle e i sindaci del territorio.

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