Alzheimer in Rsa, il caso rette arriva in Consiglio provinciale: la mozione di Paola Demagri
Upipa sostiene l'iniziativa politica dell’esponente consiliare di minoranza e chiede un intervento provinciale: strutture e famiglie esposte a contenziosi in assenza di regole chiare
SENTENZA Rsa condannata a rimborsare la figlia di un'anziana malata
TRENTO. Le rette pagate dai malati di Alzheimer ricoverati nelle Rsa tornano al centro del dibattito politico e sociale trentino. A riaccendere l’attenzione è la mozione presentata in Consiglio provinciale dalla consigliera Paola Demagri, che chiede alla Provincia autonoma di Trento di intervenire per chiarire un quadro normativo oggi incerto. Un tema su cui Upipa, l’unione delle Apsp trentine, è impegnata da tempo e che espone strutture e famiglie a contenziosi lunghi e costosi.
Secondo quanto ricordato dalla presidente Michela Chiogna, diverse sentenze nazionali – compreso un recente pronunciamento che riguarda una struttura trentina – hanno stabilito che, in presenza di prestazioni sanitarie continuative e inscindibili, la retta non dovrebbe essere a carico degli ospiti. In Trentino la quota sanitaria è già coperta dalla Provincia, mentre quella alberghiera resta sulle spalle dei ricoverati e delle famiglie. Proprio su quest’ultimo punto si concentrano le maggiori criticità.
Upipa sottolinea come le Apsp si trovino in una posizione particolarmente esposta: in caso di condanne, devono rimborsare le rette per l’intero periodo di ricovero, con tempi rapidi e costi che includono anche le spese legali. Strutture che, evidenzia l’associazione, applicano semplicemente le normative provinciali senza alcun margine di discrezionalità. Anche per le famiglie il percorso giudiziario è complesso e incerto, perché oggi non esiste un automatismo che equipari Alzheimer e gratuità della degenza.
La mozione di Demagri, spiega Upipa, richiama il caso dei nuclei Namir, per i quali la gratuità è già riconosciuta, ma Upipa ribadisce che la situazione dei malati di Alzheimer è più articolata e richiede valutazioni caso per caso. Per questo "si chiede da tempo l’istituzione di un tavolo tecnico con le Province di Trento e Bolzano".