Demenze, in Trentino oltre 10 mila persone convivono con la malattia
I dati provinciali fotografano una diffusione ampia dei disturbi cognitivi. In occasione della giornata nazionale l’azienda sanitaria ribadisce il valore dell’individuazione tempestiva dei sintomi e dei percorsi integrati di cura. Al centro anche i nuovi strumenti diagnostici e l’organizzazione della rete territoriale
TRENTO. In provincia sono oltre 10.000 le persone con più di 65 anni che convivono con una forma di demenza, un numero che restituisce la dimensione concreta di una delle principali sfide sanitarie e sociali del territorio. In occasione della Giornata nazionale delle demenze, promossa per il 15 dicembre dalla Società italiana di neurologia – sezione demenze (SinDem), Apss richiama l’attenzione sull’importanza della diagnosi precoce e rinnova l’impegno a garantire percorsi di presa in carico accessibili, integrati e basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate, anche alla luce dell’arrivo delle nuove terapie immunomodulanti in grado di modificare l’evoluzione della malattia.
Le demenze sono patologie cronico-degenerative caratterizzate da una progressiva compromissione delle funzioni cognitive, del comportamento e della personalità, fino a incidere sull’autonomia personale e sulla vita sociale e lavorativa. I primi segnali clinici possono manifestarsi con difficoltà di memoria, linguaggio, orientamento, attenzione e ragionamento. Quando tali alterazioni non interferiscono ancora in modo significativo con la quotidianità si parla di deterioramento cognitivo lieve, o Mild Cognitive Impairment (MCI), una condizione che richiede un monitoraggio attento perché potenzialmente evolutiva.
Negli ultimi anni si sono affermati strumenti diagnostici sempre più accurati. Biomarcatori ottenuti tramite l’analisi del liquido cerebrospinale e indagini di Medicina nucleare, come la PET-amiloide e la PET-FDG, consentono di individuare precocemente l’accumulo di beta-amiloide e le aree cerebrali compromesse. Le tecniche di imaging, come TC e risonanza magnetica, permettono di osservare la riduzione di volume di strutture chiave quali gli ippocampi, mentre la valutazione neuropsicologica resta fondamentale per definire il profilo clinico della persona.
In Italia si stima che oltre 1,1 milioni di persone convivano con una demenza e quasi un milione con MCI, con un coinvolgimento di circa tre milioni di caregiver. In Provincia autonoma di Trento, sulla base dei dati Istat al 1° gennaio 2025, si contano 10.572 persone con demenza over 65, 8.868 persone con MCI over 60 e 224 casi a esordio precoce tra i 35 e i 64 anni, con una prevalenza femminile del 67,8%. Apss ha definito un Piano diagnostico terapeutico assistenziale che individua nel medico di medicina generale il primo riferimento e nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) il fulcro della valutazione specialistica e del percorso di cura.
(foto Ansa)