Covid / Il caso

Assunto dall'Ulss di Treviso l'ex Oms Zambon, l'esperto che denunciò il mancato aggiornamento del piano pandemico in Italia

Due anni fa il ricercatore coordinò la stesura di un dossier sulla strategia di prevenzione: si sottolineavano anche omissioni e mancanze da parte delle autorità nazionali. Ma quel rapporto fu subito ritirato e lo studioso si dimise dall'Organizzazione mondiale della sanità. Poi ha raccontato tutto nel libro "Il pesce piccolo. Una storia di virus e segreti"

TREVISO. L'ex funzionario dell'Organizzazione mondiale della sanità, Francesco Zambon, è stato assunto con un concorso dall'Azienda sanitaria Ulss n. 2 di Treviso, e affiancherà il direttore sanitario, Stefano Formentini, nella gestione del piano pandemico 2021-2023.

Lo ha riferito il direttore generale, Francesco Benazzi, a margine della presentazione del Centro trapianti di midollo osseo allogenico all'ospedale di Treviso.

In seguito, ha aggiunto Benazzi, Zambon "sarà sempre utilizzato a livello di direzione per una serie di progettualità che andremo a svolgere nel tempo, a cominciare dall'educazione alla salute".

Zambon, nato nel Trevigiano, era salito all'attenzione delle cronache circa due anni fa per aver segnalato la mancanza di aggiornamenti del piano pandemico in Italia dal 2006 e si era in seguito dimesso dall'ufficio Oms di Venezia.

Come segnalato inizialmente da Report Raitre, l'esperto aveva coordinato la stesura del primo dossier sulla gestione dei primi mesi di pandemia in Italia, evidenziando appunto anche le difficoltà derivanti dal mancato aggiornamento del piano. Pagine "scomode" per chi stava prendendo decisioni delicate in quei mesi drammatici.

Quella versione del dossier, una volta ultimata, non venne rese pubblica: Zambon si dimise.

Sui mass media, quando trapelò la vicenda, si parlò anche dell'ipotesi che vi fossero state pressioni da parte di figure apicali nelle autorità sanitarie nazionali per l'ammorbidimento del giudizio Oms sull'operato di Roma nei primi mesi di emergenza.

Successivamente, nel maggio 2021, fu dato alle stampe un libro firmato da Zambon dedicato alla vicenda, esattamente un anno dopo l'esplosione del caso che ha messo in crisi l'Oms sulla gestione italiana della pandemia.

Il volume, edito da Feltrinelli, si intitola "Il pesce piccolo. Una storia di virus e segreti".

Nel libro il ricercatore che ha svelato i retroscena del piano pandemico italiano racconta la sua verità, gli errori e le coperture che hanno fatto del nostro Paese "il grande malato".

Siamo a Venezia nel febbraio 2020. Il carnevale viene interrotto bruscamente e Zambon, veneziano e funzionario dell'Oms, mentre dalla sua finestra vede i turisti in abiti variopinti correre terrorizzati verso il primo vaporetto disponibile, riceve l'incarico di coordinare le informazioni che arrivano dall'Italia e che possono essere utili al mondo: il covid-19 non è più un virus esotico, ha fatto irruzione in Occidente.

Seguono settimane di lavoro forsennato per provare a capire cosa stia accadendo nel nostro Paese: il perché di tutti quei contagi e di tutti quei morti.

L'11 maggio il rapporto è finito, approvato dai vertici dell'Oms, stampato e pronto per essere divulgato.

Potrebbe salvare molte vite. Ma qualcosa si inceppa e il 13 maggio il rapporto viene ritirato. Perché? Perché conteneva alcuni errori, dicono dai vertici dell'Oms. Ma la ragione è che rivelava un dettaglio fondamentale: il piano pandemico italiano non veniva aggiornato dal 2006, quindi era del tutto inadeguato.
"Il pesce piccolo" è il racconto di un uomo solo, che ha denunciato e pagato in prima persona, una storia che ha fatto il giro del mondo, su cui le procure stanno indagando e che in queste pagine viene raccontata per intero per la prima volta.

"Nessuno sa quante vite sarebbero state risparmiate, ma tutti devono sapere quali sono state le omissioni, le coperture, le viltà che hanno reso il nostro Paese così colpevolmente fragile" spiega la nota editoriale.

Zambon ha cominciato nel 2008 a lavorare per l'Oms a Mosca e poi a Venezia, dove è diventato coordinatore della risposta Covid per Oms, fino alle sue dimissioni nel marzo 2021.

Ora, dunque, dopo aver perso il lavoro e aver dovuto affrontare anche questioni di tipo legale dopo l'uscita del suo libro, torna in campo a occuparsi di prevenzione epidemica.

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