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PIETRAMURATA. “Ritorno a Camelot” si farà. Poco fa, nel corso della seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato appositamente dalla prefetta Isabella Fusiello, è emerso come non vi siano elementi che possano portare a un diniego per lo svolgimento della manifestazione su suolo privato, quello messo a disposizione del Veneto Fronte Skinhead e degli estremisti promotori dell’evento dai proprietari dell’hotel Ciclamino di Pietramurata.
La quattro giorni – il programma prevede le giornate del 3, 4, 5 e 6 settembre – si terrà comunque sotto gli occhi delle forze dell’ordine. Alla seduta hanno preso parte tutti i vertici di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, oltre alla procuratrice di Rovereto Orietta Canova e al sostituto procuratore Davide Ognibene.
«A Pietramurata saranno schierati tra i 120 e i 150 uomini, oltre a personale della Digos e dei reparti inquadrati, che vigileranno non solo sulla sicurezza ma soprattutto – e ci tengo a sottolinearlo – sul rispetto della legge. Chi all’interno della festa commetterà reati non resterà impunito», ha precisato il questore di Trento Nicola Zupo.
Contemporaneamente alla manifestazione estremista e xenofoba si terrà un presidio di cittadini, già previsto per il 3 settembre. «Parteciperò anch’io convintamente – ha commentato il sindaco di Trento Franco Ianeselli – perché sarà importante che, nell’ambito della democrazia, che permette anche lo svolgersi di eventi come questi che non possiamo che condannare, sia ben chiaro il messaggio che il Trentino ripudia gli ideali e il pensiero di questa gente».
Laconico il commento della sindaca di Dro Ginetta Santoni: «Purtroppo ci siamo ritrovati a dover gestire questa situazione. Non la volevamo, non la condividiamo e spiace che Pietramurata debba diventare luogo di ritrovo di estremisti ed essere blindata per colpa loro. Ma le autorità sapranno garantire la sicurezza alla cittadinanza».


