BRUXELLES - Arrivano le commissioni di gestione Ue sui piccoli pacchi acquistati online, soprattutto sulle grandi piattaforme cinesi dell'e-commerce come Shein e Temu. Dal primo novembre scatta il nuovo contributo di 2 euro, che si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro introdotto a luglio sui pacchetti di valore inferiore a 150 euro. La stretta europea punta da un lato ad arginare l'invasione di prodotti a basso costo provenienti soprattutto dalla Cina, dall'altro a far fronte ai costi aggiuntivi che il boom dell'e-commerce impone alle dogane dei Ventisette, chiamate a gestire e controllare miliardi di spedizioni. L'Italia, con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, era stata in prima linea nel chiedere di anticipare l'intervento europeo, senza attendere il completamento della riforma delle dogane previsto per il 2028. L'intervento del governo, che avrebbe dovuto concretizzarsi a partire dal 1 gennaio del 2027, è stato tuttavia rinviato sine die. Nella manovra la tassa di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti dai Paesi extra-Ue è stata cancellata, valendo ormai quella europea. "Bene, è stato evitato un pasticcio che, a partire dal prossimo 1 gennaio, si sarebbe sommato ai balzelli da 3 e 2 euro imposti dall'Europa, portando il costo complessivo di una spedizione a 7 euro ad articolo, senza contare il peso dell'Iva", ha sottolineato il Codacons. E Adusbef mette in guardia: "la tariffa doganale da 2 euro scattata oggi non ha limiti di valore né di durata e si applica a tutte le vendite di beni importati da Paesi situati al di fuori dell'Unione Europea". E si paga anche in caso di reso. La nuova 'handling fee', fissata dalla Commissione europea a 2 euro, si applicherà agli acquisti online spediti nell'Ue da Paesi terzi, indipendentemente dal valore della merce. Il contributo non sarà calcolato sul singolo pacco, ma per ciascuna diversa categoria di articoli dichiarata in dogana: una spedizione contenente venti cappellini comporterà una commissione di 2 euro, mentre per un pacco con cappellini, magliette e cinture il costo salirà a 6 euro. Per gli invii sotto i 150 euro, i due prelievi stabiliti dall'Ue si sommeranno, portando a 5 euro l'importo complessivo per ciascuna voce doganale. A pagare formalmente saranno le piattaforme, i venditori o i loro intermediari, ma i nuovi oneri potranno essere trasferiti sui prezzi praticati ai consumatori. Il fenomeno ha assunto dimensioni gigantesche. Nel 2025 sono entrati nell'Unione quasi 5,9 miliardi di articoli attraverso spedizioni di basso valore, quattro volte il volume registrato nel 2022 e pari a oltre 180 al secondo. Più del 90% proveniva dalla Cina. Un flusso che ha messo sotto pressione le amministrazioni doganali e reso sempre più difficile individuare prodotti pericolosi, contraffatti o non conformi agli standard europei, alimentando anche le denunce di concorrenza sleale da parte delle imprese Ue. La stretta introdotta a luglio con i dazi di 3 euro sembra intanto già produrre i primi marcati effetti. La Commissione europea stima che dall'entrata in vigore, le importazioni dichiarate attraverso la procedura doganale semplificata H7, riservata alle spedizioni dell'e-commerce sotto i 150 euro, siano diminuite di circa il 64%. Un calo del 48% riguarda invece le vendite a distanza di prodotti di basso valore (dichiarate attraverso la procedura ordinaria H1). La nuova commissione da 2 euro servirà a coprire almeno in parte i costi delle verifiche doganali, dalla raccolta dei dati all'analisi dei rischi fino ai controlli sulle merci. La misura è permanente e l'importo potrà essere rivisto ogni due anni. Transitoria è invece la fase attuale dei dazi: il forfait di 3 euro resterà in vigore fino al luglio 2028, quando entrerà in funzione il nuovo sistema informatico doganale europeo, il 'Customs Data Hub', che consentirà di applicare le tariffe ordinarie.