RIMINI - "La sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale: è una questione industriale e geopolitica. Nella competizione globale per materie prime, energia e tecnologie, chi controlla le risorse ha in mano il futuro della propria industria. L'Italia parte in vantaggio, grazie a imprese di ogni dimensione che sanno trasformare la materia in prodotto, anche partendo dai rifiuti. E siamo tra le prime grandi economie manifatturiere, secondi in Europa per circolarità". Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un video messaggio inviato alla cerimonia di apertura di Ecomondo 2026 a Rimini. Al riguardo, ha spiegato, "il nostro tasso di utilizzo circolare della materia è quasi al 22%, circa il doppio della media europea. Ricicliamo il 77,3% degli imballaggi, l'86,6% con il recupero energetico. Ogni chilo di materiale genera da noi 4,3 euro di PIL, mentre in Europa meno di 3. Siamo insomma un'eccellenza anche nella raccolta: grazie al sistema dei consorzi, il 98% degli italiani è servito da convenzioni con Conai e i consorzi di filiera". Tuttavia, ha argomentato il ministro, "in Italia metà dei materiali che le nostre imprese trasformano arriva ancora dall'estero. Ed è per questo che abbiamo fatto della circolarità una politica industriale, anche per quanto riguarda le materie prime critiche. Tra i progetti più importanti c'è il distretto nazionale per il riciclo e la raffinazione a Porto Marghera, oggi candidato a ospitare uno dei primi hub europei di stoccaggio strategico di materie prime critiche. Inoltre, otto dei nove progetti italiani riconosciuti strategici dal Critical Raw Materials Act riguardano riciclo e recupero, tra cui terre rare dei magneti, metalli del gruppo del platino e pannelli fotovoltaici".
Urso, sostenibilità non è solo questione ambientale ma industriale e geopolitica
3 novembre 2026 • 10:56

