VENEZIA - Il Veneto, con 4.857.960 residenti, conta tra 300.000 e 350.000 persone con diabete, dato in crescita, più del 90% delle quali con diabete di tipo 2, sfiorando il 7% della popolazione adulta, percentuale lievemente sopra la media nazionale. Sebbene si registri una crescita della prevalenza, la mortalità associata alla malattia diabetica segue da molti anni un trend in diminuzione dovuto a maggiori conoscenze, cure e assistenza migliori. Il dato è emerso a Verona al convegno della la Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere. Il peso economico per l’assistenza alle persone con diabete nella regione supera i 770 milioni di euro, pari al 7% circa della spesa sanitaria pubblica regionale. Secondo Fiaso la rete c’è, ma non è ancora integrata realmente e a sistema; non sempre è “pronta” a intercettare la malattia diabetica in tempo.  "Le nuove diagnosi di diabete totale sono nell’ordine del 7 per mille della popolazione, questo significa che ogni anno ci sono circa 35.000 nuove diagnosi di diabete mellito nel Veneto – spiega Riccardo Bonadonna, Professore Ordinario di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo dell’Università degli Studi di Verona e Presidente eletto SID nazionale. – Questo è il flusso d’ingresso; il flusso in uscita è sottostimato, ma si può valutare che dai 35.000 ai 40.000 veneti per anno muoiano per diabete, o meglio per eventi collegati alla malattia diabetica, come infarto, ictus, scompenso cardiaco e altri eventi. Se consideriamo le cause di morte, la prima è rappresentata dalle malattie cardiovascolari, che possono giustificare fino al 50% di tutti i decessi; e sono in crescita le malattie oncologiche e polmonari collegate strettamente alla presenza di diabete. Riguardo alle differenze di genere, esiste una sorta di precessione temporale, cioè i maschi hanno un’età media di insorgenza del diabete di tipo 2 più precoce rispetto alle donne. Nelle donne il diabete di tipo 2 compare più tardi e sopravvivono più a lungo; quindi, tanto più ci si sposta nell’età avanzata tanto più troviamo un numero maggiore di donne con diabete di tipo 2. La mortalità tende a scendere e ha registrato sicuramente un miglioramento nelle persone con diabete negli ultimi 30 anni, ma poiché è diminuita anche nella popolazione non diabetica, rimane un eccesso di rischio residuo legato al diabete. La persona con diabete presenta un aumento del rischio di morte del 40-45% più alto rispetto alle persone che non hanno diabete".