MILANO - "Un solo caso fuori dall’area epidemica può rappresentare un campanello d’allarme per il mondo intero. Non siamo di fronte a una nuova pandemia, ma sottovalutare il rischio sarebbe un grave errore. Un solo decesso può bastare per riaccendere l’allarme sanitario internazionale": lo afferma in una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano, commentando la notizia di un caso mortale di Ebola in Kenya. "L’Ebola - prosegue Pregliasco - è una malattia particolarmente insidiosa, caratterizzata da una letalità elevata e da un quadro clinico che, soprattutto nelle fasi iniziali, può essere confuso con altre infezioni febbrili. Questo può ritardare la diagnosi e favorire la trasmissione, soprattutto nei territori dove le strutture sanitarie sono fragili e le risorse diagnostiche insufficienti". "Il caso del Kenya ricorda una lezione che avrebbe dovuto essere definitivamente acquisita dopo il Covid-19: le malattie infettive non rispettano i confini geografici. Un’infezione che nasce in una regione apparentemente lontana può diventare rapidamente un problema internazionale se non viene individuata e contenuta tempestivamente. Non bisogna alimentare allarmismi - conclude -, ma neppure commettere l’errore di considerare l’Ebola un problema esclusivamente africano.
Pregliasco, caso mortale di Ebola in Kenya campanello d'allarme per tutti
11 ottobre 2026 • 12:35

