PONTIDA. Il colpo di scena arriva dal palco del tradizionale raduno della Lega. Matteo Salvini annuncia che lunedì convocherà il Consiglio federale proponendo un congresso straordinario nel mese di ottobre, con l’obiettivo dichiarato di affrontare il confronto interno e mantenere unito il partito. Una mossa arrivata in una Pontida attraversata dalle diverse sensibilità del Carroccio, tra sostenitori del segretario e militanti che chiedono un ritorno più marcato alle origini nordiste.

Sul palco prende la parola anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che parte dal ricordo di Umberto Bossi, nel primo raduno senza il fondatore. «Bossi diceva che la Lega non è né di destra né di sinistra, eventualmente è sopra», ricorda Fugatti, indicando nel territorio, nell'autonomia, nel federalismo e nell'autogoverno i principi che devono continuare a caratterizzare il movimento.

Il governatore ripercorre poi la storia politica recente del Trentino, ricordando l'arrivo al governo provinciale della coalizione autonomista di centrodestra nel 2018 e la conferma del 2023. «Quando è nata la Lega in Trentino ci dicevano che era impossibile andare a governare», afferma Fugatti, legando i risultati ottenuti al rapporto costruito con il territorio. Quindi indica la prospettiva: «Identità, autonomia e autogoverno, questa è la strada da perseguire», sostenendo una vocazione federale della Lega capace di dare spazio a Nord, Centro e Sud.

Sul pratone il dibattito sul futuro del partito passa anche dagli interventi di Luca Zaia e Attilio Fontana, con il richiamo alla questione settentrionale, al federalismo e a una maggiore centralità dei territori. Zaia, interpellato sull'ipotesi di una futura guida del movimento, ribadisce però che «c'è già un segretario». In questo clima Salvini sceglie la strada del congresso straordinario, portando il confronto interno dentro gli organismi del partito.