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Il suo vicino ammaina la bandiera

dell'Unione Europea, e Fugatti

ne rilancia il video: è bufera

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Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti si presenta tutti i giorni a fornire i numeri dell’emergenza sanitaria in Trentino. Ma è pur sempre un esponente politico, e non rinuncia a pubblicare su Facebook i suoi commenti più «leghisti». L’ultimo, scatena un piccolo putiferio, ed è sull’Europa Unita.

Cosa è successo? E’ sucecsso che ieri pomeriggio alle 16 Fugatti pubblica il video di un suo conterraneo, un vicino di casa di Avio, che davanti alla sua attività commerciale ammaina la bandiera dell’Europa, la strizza e annoda, e conclude con un perentorio «per me l’Europa è finita».

«L’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti del nostro Paese mi ha profondamente deluso. Oggi in un momento nel quale l’Italia si trova in grave difficoltà mi sono sentito abbandonato da questa Europa che non ci ha dato nessuna risposta concreta e non è venuta incontro a nessuna delle nostre richieste» scrive Massimo Marsilli - e ripubblica Fugatti - postando l’ammaina bandiera su Facebook ricevendo oltre 50 mila «mi piace».

Il presidente della giunta però ci mette del suo, e commenta: «L’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti del nostro Paese mi ha profondamente deluso. Oggi in un momento nel quale l’Italia si trova in grave difficoltà mi sono sentito abbandonato da questa Europa che non solo non ci ha dato nessuna risposta concreta, ma non è venuta incontro a nessuna delle nostre richieste.
Bruxelles sembra ignorare la grave situazione in cui è sprofondata l’Italia non solo dal punto di vista sanitario, ma anche produttivo.
Io credo nell’Europa, ma in un’Europa unita che si prenda cura dei Paesi che sono in difficoltà».

Ma ormai la polemica è servita. Compresi gli emulatori. Dalla Val di Fiemme il solerte consigliere provinciale leghista Cavada scatta avanti per primo e chiede al sindaco di Cavalese di ammainare la bandiera europea davanti al municipio, «e metterci invece quella del Trentino».

E alla fine, chiesto di commentare il caso, Fugatti ci torna su alla conferenza stampa sul Covid, in diretta. E dice: «La bandiera europea rimarrà sul palazzo della Provincia autonoma di Trento». «Non c’è dubbio su questo. So che c’è qualche polemica per un video che ho condiviso su Facebook. Io ho ascoltato le parole del premier Conte successive al vertice europeo su dove và a finire l’Europa se non ci sarà la solidarietà europea. E fin’ora non l’abbiamo vista. Perché quando Conte dice alla Merkel in diretta ‘guardate che se non ci ascoltate facciamo da solì credo sia questo il fine di dove andrà a finire l’Europa se questo è il percorso. Quindi agitarsi... Perché sento che qualcuno si agita su questo video dove una persona toglie la bandiera e dice "per me questa Europa è finita", francamente non mi pare nulla di scandaloso. Ieri ad una precisa domanda sull’Europa ho risposto “Europa chi?”. Credo che questo sia forte verbalmente come tante altre cose, quindi non mi scandalizzerei», ha detto Fugatti.

Le reazioni. Immediata la replica del candidato sindaco di Trento del centrosinistra, Franco Ianeselli: «Trovare oggi sulla pagina Facebook del presidente della Provincia un video, questo video, in cui fa ammainare, strappare e annodare la bandiera europea, fa quasi più tristezza che rabbia». Lo scrive in una nota Franco Ianeselli, candidato sindaco di Trento per il centrosinistra.
«I trentini oggi hanno bisogno di azioni concrete, non di sceneggiate, di chi li sappia guidare, non di chi cerca alibi. I trentini settant’anni fa sapevano cos’era la fame e ne sono usciti da soli. Grazie al fatto di essersi autogovernati, la nostra terra è quella che oggi conosciamo. Abbiamo a disposizione un’autonomia unica in Italia. La si adoperi e si collabori con Bolzano e Innsbruck. I trentini sapranno fare il resto», scrive ancora Ianeselli.

«Ero convinto fosse l’ennesimo pesce di aprile. Ma non era così. Non posso che esprimere sconcerto, senz’altro a nome di tutti gli elettori di +Europa, di fronte alla rivendicazione del gesto con cui è stata ammainata la bandiera dell’Europa ad Avio. Che fosse - come pare - di un edificio privato e non pubblico, poco importa, vista la rivendicazione. E provo ribrezzo a pensare che il presidente Fugatti si sia permesso di pronunciare anche solo una parola in occasione del recente ricordo del nostro - nostro di tutti, non solo di +Più Europa - Antonio Megalizzi. Ci sono almeno 49 milioni di ragioni per avere più fiducia nell’Europa che in chi ora governa questa Provincia autonoma». Così, in una nota, il portavoce regionale di +Europa, Alexander Schuster.

C’è anche chi plaudea al gesto di Fugatti: «La condivisione del presidente Fugatti della decisione di alcuni comuni di ammainare la bandiera dell’Unione Europea ci impone di intervenire nel dibattito. Come trentini, infatti, non possiamo dimenticare che tra i padri fondatori dell’Europa c’è il »nostro« trentino Alcide Degasperi. A lui dobbiamo l’autonomia del Trentino; a lui la vittoria del 18 aprile 1948 che impedì all’Italia di finire sotto il tallone comunista sovietico; a lui, Adenauer e Schuman, la fondazione di un’ Europa unita dopo le lacerazioni della guerra. Oggi a noi, che ci richiamiamo anche ai suoi ideali, preme far notare che i tre padri fondatori dell’Europa oggi si sentirebbero traditi. Nei loro sogni, i paesi europei avrebbero dovuto riconoscersi affratellati e solidali, non concentrati in modo arcigno ognuno sui propri interessi nazionali. Non prevedevano, nei loro progetti, un super stato opaco e lontano dai cittadini, né immaginavano un primato della finanza a discapito della politica». Lo scrive in una nota la portavoce di “Si può fare”, Silvia Zanetti, in una nota.

Secondo Zanetti, «Non è questione di essere pro o contro l’Europa a prescindere, ma di non poter più accettare questa Europa, così come è oggi. O il coronavirus servirà a riformarla profondamente, restituendola alle sue origini, o distruggerà definitivamente un’entità che ha perso ogni idealità ed ogni funzione. Riformarsi radicalmente o morire: questo deve fare oggi l’Europa, stretta dalle gravi contingenze. Chi continua a negarlo fa la stessa figura di chi sino a poco fa negava la pandemia ed invitava a considerarla una semplice influenza. Chi crede di poter uccidere il paziente senza conseguenze, si illude. L’Europa è gravemente malata: o si decide di curarla davvero o franerà del tutto», sostiene ancora Zanetti.

Non la pensa così il PD: «Ancora una volta Fugatti dimostra di dimenticarsi troppo spesso di non essere un normale seguace di Salvini, bensì il presidente della Provincia autonoma di Trento, cioè un rappresentante delle istituzioni della repubblica italiana. E in tale veste, per prima cosa, non può invitare e nemmeno assecondare o tanto meno promuovere il vilipendio della bandiera, che oggi è quella europea come ieri è toccato al tricolore. Le bandiere sono sacre e si rispettano sempre, tanto più se si ricoprono incarichi istituzionali». Lo scrivono in una nota la segretaria del Partito democratico del Trentino, Lucia Maestri, ed il capogruppo in Consiglio provinciale, Giorgio Tonini.
«Questo è il tempo in cui si deve trovare un compromesso che consenta di fare a tutti un passo in avanti, e sarebbe opportuno che Presidenti di Regioni o Sindaci non inficiassero il lavoro del Governo per un pugno di like o per una pacca sulla spalla del proprio capitano. Infine, non cerchi Fugatti di sfuggire alle proprie responsabilità, o di cercare ogni giorno una sparata diversa per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei trentini», scrivono ancora Maestri e Tonini.

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