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Luca Zeni ironizza e interroga:

"Quante cariche ha Sgarbi?"

e parte il #DollyPartonChallenge

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Come fa Vittorio Sgarbi a fare il presidente del Mart se nel frattempo è sindaco (della città di Sutri nel Lazio), parlamentare (di Forza Italia), ed ora anche unico eletto, sempre di Forza Italia, nel Consiglio regionale dell’Emilia Romagna? Senza scordare che, accanto a questi molteplici ruoli istituzionali, sono parecchi gli incarichi tecnici e professionali attribuiti al prof. Sgarbi (ad esempio a capo della Gipsoteca di Possagno). Se lo chiede il PD che affida a Luca Zeni una piccante interrogazione al Consiglio provinciale. E sui social rilancia con una foto da #DollyPartonChallenge.

«Nel considerare la geografia di tali incarichi e ruoli, viene spontaneo chiedersi - scrive Zeni - se il noto critico d’arte abbia il dono dell’ubiquità, perché altrimenti pare difficile credere che egli riesca ad assolvere ad ogni suo compito con puntualità e costanza, posto che i vari compiti istituzionali assorbiranno tutto il tempo disponibile ed allora la Giunta provinciale forse dovrebbe avviare una valutazione su tale situazione anche immaginando soluzioni diverse per la guida del M.A.R.T. che non può essere ridotta ad estremo part-time fra i mille impegni del professore».

Di qui l’interrogazione, che serve a stabilire con certezza quanti e quali incarichi ricopra Sgarbi. Dice il testo: «Le recenti elezioni amministrative per il governo della Regione Emilia Romagna hanno visto, fra i tanti risultati, anche l’elezione a Consigliere regionale dell’On. Vittorio Sgarbi, candidato nelle file di “Forza Italia” ed unico eletto per tale raggruppamento, nel collegio di Bologna e con una somma totale pari a 1.605 voti di preferenza.

Nel prendere atto di tale elezione e nella consapevolezza della pluralità degli incarichi ricoperti dall’eletto che, è bene ricordarlo, è già Deputato della Repubblica; Sindaco di Sutri (provincia di Viterbo) e, buon ultimo, Presidente del Museo di Arte contemporanea di Trento e Rovereto.
Pur senza voler entrare nel merito del probabile dono dell’ubiquità che lo stesso dovrebbe possedere, per poter assolvere con costanza e presenza i propri molteplici e diversi compiti istituzionali, pare doveroso chiedersi come l’On. Sgarbi riuscirà, se ci riuscirà, a gestire tutte queste cariche, senza trascurarne alcuna. E’ ben vero che si è dotato di collaboratori di grande levatura e decisamente competenti in termini territoriali ed artistici, ma ciò nulla toglie al rischio di una difficoltà oggettiva che giocherà, evidentemente, a scapito soprattutto del M.A.R.T., posto che gli altri compiti istituzionali assorbiranno tutto il tempo possibile.
A questo punto diventa necessario chiedersi dove andranno tutti i progetti di rilancio del Museo fin qui tratteggiati dal poliedrico Presidente dello stesso e quindi si interroga la Giunta provinciale per sapere:

- se è a conoscenza della cresciuta molteplicità degli impegni istituzionali dell’attuale Presidente del M.A.RT. e come valuta le possibili ricadute delle stesse sull’attività di responsabilità del Museo;

- se non ritiene il caso di avviare una valutazione circa tale situazione anche immaginando soluzioni diverse per la guida del M.A.R.T.;

- se è a conoscenza già degli orientamenti dell’On. Sgarbi in proposito e quindi delle scelte del medesimo circa la presidenza e la guida dell’istituzione museale pubblica del Trentino».

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