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Provincia, una seduta bollente

sugli insulti di Sgarbi ai consiglieri

ma la Lega dice no alla querela

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Una giornata calda nell’aula del Consiglio provinciale, oggi a Trento, dove si discuteva delle recenti esternazioni del neo-presidente del Mart Vittorio Sgarbi. Il Consiglio provinciale, alla fine, ha respinto con 19 voti contrari, 9 a favore e 7 di astensione, tra cui quella del consigliere leghista Ivano Job, la risoluzione proposta da Alex Marini (Movimento 5stelle) per «perseguire in sede giudiziaria iniziative necessarie per assicurare la tutela della dignità e dell’onorabilità dei consiglieri e delle istituzioni provinciali», con specifico riferimento alle parole pronunciate da Vittorio Sgarbi.

In sostanza, per il Consiglio Provinciale di Trento Sgarbi è legittimato a insultare i Consiglieri provinciali, e la Provincia non intende fare niente per chiedere giustizia, se non invitarlo bonariamente a "usare toni più calmi". 

La richiesta, sottoscritta anche da alcuni consiglieri di Pd e Futura 2018, seguiva le dichiarazioni rilasciate alla stampa da Sgarbi contro alcuni consiglieri provinciali che avevano contestato la Giunta provinciale per averlo nominano alla presidenza del Mart. Il critico d’arte aveva definito due consiglieri trentini (Marini dei 5 Stelle e Manica del PD) «depensanti lautamente pagati per la loro assoluta incompetenza». E per questo motivo Marini aveva lanciato un sondaggio Facebook fra i suoi elettori chiedendo loro se fosse il caso di querelarlo, mentre Sgarbi per tutta risposta lo ha querelato per aver pensato di querelarlo.

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, durante il suo intervento ha invitato lo stesso Sgarbi e i consiglieri ad abbassare i toni, dicendo poi di condividere nel merito la nota diffusa a difesa dei consiglieri presi di mira da Sgarbi dal presidente dell’assemblea legislativa Walter Kaswalder, che aveva richiamato al dialogo.

Job, della Lega, ha dichiarato invece un voto in dissenso dal proprio gruppo, spiegando di essere vicino a tutti i consiglieri che ricevono attacchi personali.

Ma alla fine conta il voto: Sgarbi l'ha fatta franca, i Consiglieri provinciali - per l'assemblea di piazza Dante - si possono insultare pubblicamente. Però "moderando i toni".

Duro il commento di Alessio Manica, consigliere PD: «Oggi la maggioranza ha bocciato la risoluzione che chiedeva di tutelare anche giudiziariamente la dignità dei consiglieri provinciali rispetto agli insulti ricevuti da Sgarbi a mezzo stampa qualche settimana fa. Dalla maggioranza nemmeno la decenza di riconoscere quanto quelle frasi fossero inaccettabili. Di fatto si sdogana così un linguaggio e un modo di porsi che di certo non arricchisce la nostra comunità. Ma si vede che a loro va bene così.

Per il governo leghista il Presidente del Mart è l’uomo della Provvidenza al quale tutto è permesso. Un sudditanza imbarazzante. L’uomo speciale che di tutto sa e di tutto si occupa, ed infatti bontà sua, nel volgere di pochi giorni egli, come antico taumaturgo, ha affrontato con sicuro cipiglio gli annosi problemi del MART, del MUSE, dell’area di Piedicastello, del teatro di Cavalese, dell’arte nelle periferie, ha dato suggerimenti sul futuro del Festival dell’Economia, sull’opera in mostra a palazzo Trentini, ha indicato cosa fare di Palazzo Bossi Fedrigotti. Io resto convinto che per quanti “suggerimenti” possa dare, posto che solo la Giunta leghista ne sente l’utilità, il disvalore del linguaggio usato e del modello comunicativo sdoganato rimane prevalente».

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