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#VotaLaQualunque: ironia nell'urna/2

Civettini e il video-selfie in movimento

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Ne abbiamo viste, ormai, di tutti i colori: candidati che chiedono di fare un selfie a chiunque pur di avere una foto da pubblicare su Facebook, interviste doppie, gallerie fotografiche, tweet e chi più ne ha più ne metta.

Ma il re (ma cosa diciamo il re? Il sultano, il Maharaja, l’imperatore, Sua Maestà ) delle interrogazioni, ovvero Claudio Civettini, ha sdoganato per la prima volta nella storia della politica il video-selfie-messaggio in mobilità.

Il 13 aprile poco prima delle 10 è salito in macchina, ha fissato il proprio telefono nell’angolo sinistro del cruscotto e ha iniziato il proprio emozionante discorso. Ha provocato dieci tamponamenti e quattro uscite di strada, ha stirato sulle strisce dieci incolpevoli vecchiette, ha saltato 43 precedenze e abbattuto 24 ciclisti: ovviamente, non potendo leggere degli appunti o usufruire di un gobbo, si è scritto il discorso sul parabrezza della macchina, riducendo così la visibilità allo 0,6%.

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