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La Libia pronta a liberare

tutti gli 8.000 migranti

nei campi di detenzione

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Il governo libico del premier Fayez al Sarraj dopo il massacro a Tajoura da parte del generale Haftar «sta considerando il rilascio di tutti i migranti nei centri di detenzione, perché la loro sicurezza non può essere garantita». Lo ha detto il ministro dell’Interno Fathi Bashagha, come riferisce The Libya Observer.


«Il governo di accordo nazionale al momento sta considerando la chiusura dei centri e il rilascio dei migranti illegali per tutelare le loro vite e della loro sicurezza», si afferma in un post sulla pagina Facebook del ministero libico che riferisce su un incontro avuto dal ministro dell’Interno con il coordinatore umanitario dell’Onu in Libia, Maria Ribeiro.

Bashagha «ha confermato che il Governo di accordo nazionale è tenuto a proteggere tutti i civili, ma il fatto che vengano presi di mira i centri di accoglienza da aerei F16 e la mancanza di una protezione aerea per i migranti clandestini» nei centri stessi, sono tutte cose «al di fuori della capacità del governo», premette il post, riferendosi alla strage di migranti avvenuta l’altra notte a Tajoura, senza fornire indicazione sul numero di centri di cui si valuta la chiusura.

Si tratterebbe di circa 8000 persone, di cui 3.000 a Tripoli, secondo una recente stima fornita dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.

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