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Conte, linea dura sul caso Siri

«Proporrò revoca dell'incarico»

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«Nel prossimo Consiglio dei Ministri proporrò la revoca dell’incarico al sottosegretario Siri, ma per ragioni politiche, non mi ergo a giudice». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

«Le mie valutazioni sono politiche e questo non vuol dire che Armando Siri sia colpevole, è coinvolto in indagini preliminari, non deve essere sottoposto a una gogna mediatica e processo mediatico sommario», ha spiegato Conte.

«La politica deve discendere caso per caso, deve farlo con coerenza e trasparenza». «Ho incontrato il sottosegretario Siri lunedì sera, nel colloquio mi ha fornito dettagli sulla sua vicenda giuridica - ha aggiunto Conte -. Ho sempre rivendicato per questo governo un alto tasso di etica pubblica, nel caso di specie il sottosegretario, è normale ricevere suggerimenti per modifiche di norme, come governo dobbiamo valutare se queste norme perseguono l’interesse generale, in questo caso la norma non avrebbe offerto agli imprenditori parità di chance. La norma non era generale e astratta, ho quindi valutato la necessità di dimissioni del sottosegretario».

«Invito la Lega a non lasciarsi guidare da reazione corporative» dopo la mia decisione.  «Invito anche il M5s a non approfittare di questa soluzione per cantare una vittoria politica».

Immediata la replica di Matteo Salvini: «I magistrati sono pronti ad incontrarlo e dimostrerà la totale estraneità ad una vicenda surreale dove due tizi parlavano di lui senza che sia stato fatto nulla. In un paese civile funziona così. Lascio a Conte e Siri le loro scelte. A me va bene qualunque cosa, se me la spiegano».

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