Blitz della campagna #StopCasteller Manifesti per la liberazione degli orsi Tappezzato anche l'ingresso in Provincia

Sale di tono la campagna per la liberazione degli orsi ringhiusi dalla Provincia nel recinto del Casteller.
 
Oggi in diverse città italiane sono spuntati manifesti nell'ambito della campagna nazionale #StopCasteller.
 
«Oggi attivisti del sentro sociale Bruno - si legge in un post Fb - hanno attaccato dei manifesti sul palazzo della Provincia autonoma di Trento e al Mart a Rovereto per mandare un messaggio molto chiaro: il Trentino non è un paese per orsi. La Provincia di Trento negli anni ha preso migliaia di euro dall'Unione europea per il progetto Life ursus, progetto che si può dire fallito, contando 37 orsi e orse sparite o uccise e i due orsi e l'orsa rinchiusi nella prigione del Casteller solo per essersi comportati come tali.
Questo è solo la prima delle azioni della campagna, iniziata a ottobre con la grandissima manifestazione al Casteller, che ha visto centinaia di attivisti smontare simbolicamente una parte del recinto interno della prigione».
 
In un comunicato stampa della campagna si spiega che i manifesti «sono comparsi nella notte in molte città italiane, da Trento a Milano, da Torino a Venezia, da Verona a Padova, da Treviso a Vicenza e a Vercelli».
 
Sono stati diffusi anche adesivi e cartelli «a sostegno della campagna #StopCasteller, che chiede la liberazione di M49-Papillon, M57 e DJ3, figlia dell'orsa Daniza, e la fine della persecuzione di questi animali in Trentino. I tre orsi sono attualmente detenuti nel Centro Vivaistico al “Casteller”, di proprietà della Provincia autonoma e gestito dalla Protezione civile trentina».
 
La nota per i media ricorda poi le attività svolte per chiedere un cambio di politica al Trentino e si fa una cronistoria della vicenda: «Già lo scorso 18 ottobre, un corteo di 500 attiviste e attivisti da tutta Italia aveva manifestato davanti ai cancelli del Casteller, abbattendo una parte della rete di recinzione e incatenandosi in segno di protesta contro la detenzione degli orsi e per chiedere che il centro fosse chiuso o ritornasse alla sua destinazione originaria: un vivaio a tutela del patrimonio boschivo. La questione degli orsi è tornata alla ribalta nazionale dopo le due fughe dal Casteller di M49, ribattezzato Papillon, e dopo la pubblicazione di una relazione del Cites, il servizio dell'Arma dei Carabinieri che si occupa delle specie protette, a seguito di un sopralluogo nella struttura richiesto dal ministro all'Ambiente Sergio Costa.
 
Il rapporto del CITES ha evidenziato come le condizioni in cui versano gli orsi sono inadeguate a garantire il benessere degli animali a causa degli spazi angusti che rendono difficile la convivenza e dell'uso massiccio di psicofarmaci. "Due mesi dopo la manifestazione che ha portato al Casteller centinaia di persone da tutta Italia - spiegano gli attivisti promotori della campagna - oggi otto città si sono svegliate tappezzate di adesivi, manifesti e cartelli che rinnovano quella solidarietà e quella vicinanza che vanno oltre la specie.
 
La mobilitazione crescerà ancora - proseguono gli attivisti - per far capire che non siamo disposti a restare a guardare gli orsi morire lentamente dentro un recinto. Sulle condizioni agghiaccianti in cui si trovano questi animali sono stati redatti verbali a cui non è seguita alcuna azione a loro tutela.
 
Il ministro dell'Ambiente, che da mesi parla dell'eroe M49, non fa assolutamente niente affinché la Provincia di Trento progetti nuove forme di convivenza tra orsi e umani". Il ripopolamento degli orsi nelle montagne del Trentino è iniziato nel 1996 con il progetto Life Ursus, finanziato dall'Unione Europea e volto a riportare l'orso nei territori alpini, con un rinsaldamento tra le popolazioni ursine presenti e l'espansione sull'Arco Alpino centro-orientale.
 
Il progetto, che si è concluso nel 2004, negli ultimi anni ha messo in luce numerosi problemi di gestione, dalle proteste degli allevatori, che ricevono comunque indennizzi dalla Provincia per ogni animale ucciso o danneggiato dai grandi carnivori, alle misure repressive adottate dagli amministratori, a causa delle quali, negli ultimi venti anni, sono stati 37 gli orsi rinchiusi, abbattuti o avvelenati. La campagna #stopCasteller è promossa da Assemblea Antispecista, Centro Sociale Bruno, Rise Up 4 Climate Justice e Fridays for Future Trento».

comments powered by Disqus