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Ancora boom covid in Europa

E varie regioni italiane

varano il coprifuoco notturno

 

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L'Austria registra un record assoluto di contagi con 2.571 nuovi casi Covid in 24 ore.

Nei reparti di terapia intensiva attualmente sono occupati 158 dei 628 letti disponibili.

Alla luce dell’andamento, il ministro della salute Rudolf Anschober ha rivolto un appello agli austriaci a rinunciare alle feste di Halloween e a restare a casa durante la settimane di ferie scolastiche di inizio novembre.

«Stiamo per affrontare una situazione molto, molto seria», ha avvertito. «Purtroppo l’apice non è stato ancora raggiunto».
Da domani i pendolari transfrontalieri che lavorano in Baviera dovranno sottoporsi regolarmente a un test. In merito il governatore tirolese Guenther Platter ha fatto presente che il poco preavviso rappresenta «un grande problema per molte imprese».

Anche in Europa l'epidemia si allarga. Record di contagi in Olanda (quota diecimila) e in Francia, ama anche diversi altri Paesi continuano a registrare situazioni di allarme per la tenuta del sistema sanitario.

In Francia oggi 42.032 nuovi casi, contro i 41.622 registrati ieri.
I tamponi sono, in media quotidiana, 232.000.
I morti sono stati, da ieri, 184. A questa cifra, relativa agli ospedali, si deve aggiungere quella delle vittime degli ultimi 4 giorni nelle case di cura e negli istituti per disabili, che sono state 114. Il totale dal 1 marzo sale a 34.508.
In aumento le rianimazioni, dove oggi ci sono quasi 300 pazienti in più rispetto a ieri, per un totale di 2.441 letti occupati da ammalati Covid.

Allarme rosso anche in Belgio: Bruxelles e la Vallonia sono le regioni d’Europa più colpite dal Coronavirus, ed il Belgio nel suo insieme (Paese di 11 milioni di abitanti) ha sfondato il tetto delle 10mila casi al giorno, facendo registrare 10.454 casi (+ 69% rispetto alla settimana precedente).

Sono gli ultimi dati diffusi dalle autorità. Intanto il premier Alexander De Croo ha annunciato nuove misure di contenimento, in vigore da oggi fino al 19 novembre. Il tasso di occupazione dei locali scolastici scende fino a un massimo del 20% degli studenti delle scuole superiori, con l’obbligo di indossare la mascherina.
Senza pubblico tutte le manifestazioni sportive, sospese le competizioni amatoriali.

Nelle ultime settimane si è così allargato l'elenco dei Paesi europei per i quali è previsto al rientro in Italia l'obbligo di test covid (antigenico rapido o molecolare), che si può fare in aeroporto gratuitamente, subito dopo l'atterraggio. Ecco i Paesi europei per i quali vige ad oggi l'obbligo di test nei tre giorni precedenti l'arrivo in Italia o entro 48 ore dopo: Belgio, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Repubblica Ceca, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (inclusi isole del Canale, Gibilterra, isola di Man e basi britanniche nell'isola di Cipro ed esclusi i territori al di fuori del continente europeo).

Nessun test è richiesto per chi arriva in Italia da Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia (incluse isole Svalbard e Jan Mayen), Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

Per i Paesi extraeuropei Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay vige l'obbligo di comunicazione alle autorità sanitarie, di isolamento figuciario di 14 giorni e di sorveglianza medica.

Gli altri Paesi extraeuropei sono in atto restrizioni agli spostamenti, possibili solo quelli di urgenza, lavoro, salute, studio o rientro al domicilio.

In Italia, oggi appena sotto quota ventimila contagi, si fa strada la restrizione delle chiusure e dei divieti di spostamento nelle ore notturne proprio sul modello francese, dove vige il sistema infelicemente denominato "coprifuoco", cioè una limitazione degli spostamenti e delle attività dalle 21 alle 6 (consentiti solo quelli essenziali e di urgenza).

In Italia per ora si procede su base regionale, secondo le situazioni nei singoli territori, ma il governo centrale sta valutando nuovi provvedimenti su scala nazionale.

Da Nord a Sud si spengono le luci della movida, e scattano a macchia di leopardo misure di contenimento che vanno dal coprifuoco notturno al divieto di stazionamento nelle vie più frequentate. Obiettivo, evitare gli assembramenti visti negli ultimi mesi e considerati tra i vettori più probabili di contagi covid. Ieri lo stop forzato ai locali del divertimento - con relativo blocco notturno della mobilità - ha debuttato in Lombardia, stasera parte nel Lazio e in Campania: per quest’ultima sarà probabilmente superato nelle prossime ore da un drastico provvedimento di chiusura generalizzata annunciato oggi dal governatore Vincenzo De Luca.

Oltre al coprifuoco, che per ordinanza regionale scatta alle 24, nella capitale saranno transennate dalle 21 alcune zone della movida per evitare assembramenti e il Campidoglio lavora a un’ordinanza per lo stop di vendita di alcolici nei minimarket la notte durante i weekend.

In Campania, stop a tutte le attività entro le 23 e coprifuoco fino alle 5 del mattino: mezz’ora di tolleranza per chi esce da bar e ristoranti, autocertificazione in tasca per coloro che dovessero muoversi per esigenze di lavoro, salute o altre urgenze. Misure che nella regione di De Luca sono state accolte con mobilitazioni di protesta degli operatori, ieri sera sul lungomare di Napoli e stamane con un blocco stradale a Salerno. Confapi, dopo l’annuncio del lockdown regionale, annuncia di essere pronta a scendere in piazza.

Dalla mezzanotte di sabato coprifuoco notturno anche in Calabria con il blocco degli spostamenti fino alle 5. Oltre alle regioni, molti Comuni stanno varando in queste ore misure contro gli assembramenti. Non tutti i sindaci scelgono la strada della chiusura, resa possibile dall’ultimo Dpcm.

Il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, ordina il divieto di stazionamento, dalle 21 e fino alle 5 del giorno successivo, venerdì, sabato e domenica in varie zone della città soprattutto al centro, nelle zone della movida e dei locali, e nel centro storico. Non si potrà quindi stare fermi davanti a pub e ristoranti lungo le strade per evitare assembramenti. Per i trasgressori è prevista una multa che va da 400 a mille euro.

Misura analoga (dalle 21 alle 2) nell’area del centro storico di Foggia dove abitualmente si concentrano le uscite serali.

A Torino, da stasera, accesso limitato dalle 22.30 alle 5 nell’area intorno a piazza Santa Giulia e in via Matteo Pescatore: potranno entrare i residenti, chi fa loro visita e hi deve raggiungere locali o ristoranti ma solo per il tempo della consumazione al tavolo. A Firenze confermato l’ingresso contingentato a mille persone in piazza Santo Spirito nelle sere di venerdì e sabato, e l’introduzione di due ‘aree di massimo rispettò con il divieto di stazionamento dalle 19 alle 2.

Chiusura di alcune strade della movida anche a Castrovillari (Cosenza) mentre il sindaco di Pescara rafforza i controlli nell’area del ‘food and beveragè. A Prato parte stasera il divieto di stazionamento, il venerdì e il sabato dalle 21 alle 5, in alcune strade tradizionalmente affollate del centro storico. Il tutto aspettando di capire quale efficacia avranno i controlli sull’osservanza delle nuove norme.

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